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martedì, 28 ottobre 2008

Facebook mania

Sembra proprio che negli ultimi tempi in Italia il virus Facebook stia avendo un'enorme diffusione, almeno stando ai numeri.
Per ciò che mi riguarda, io ne avevo sentito parlare, più volte ero stata sul punto d'iscrivermi, ma poi mi ero detta che non ne vedevo l'utilità... Infine la svolta: qualche giorno fa, un mio caro amico che non sentivo da parecchio, mi manda l'invito ad iscrivermi ed io, un po' per curiosità e un po' perché volevo sapere come stesse e cosa facesse, ho finito per farmi contagiare a mia volta.
Facebook è uno strumento utile per mettersi in contatto con gente che non vedi e non senti da una vita, anche solo per dare un'occhiata ai loro profili e capire che fine hanno fatto. A tal proposito, vi segnalo l'ultimo post de Lo Zibaldone di Nicola che spiega, con la solita arguzia che caratterizza le sue pagine, i motivi che ci spingono a restare imbrigliati nella rete di Facebook.
Proprio sull'uso di Facebook, sul problema "privacy" (vedi anche qui) e altro ancora vi invito a guardare una serie di brevi video divertenti, in lingua inglese, che ho trovato su Videojung:



1)
Innanzitutto la spiegazione del fenomeno "Facebook Addiction" (ovvero la dipendenza)


2) Come proteggere la propria privacy in Facebook?


3) Cosa fare se il vostro capo vi invia una richiesta d'amicizia?



4) Come non farsi beccare mentre si usa Facebook a lavoro?


5) Infine, visto che è facile entrare in Facebook, ma che è molto più difficile (se non impossibile) uscirne, ecco le istruzioni per commettere il proprio suicidio in Faceboock
postato da: ninive20 alle ore 19:34 | link | commenti (4) | *pop-up* commenti (4)
categorie: web , internet, dipendenze, addiction, social network, facebook
lunedì, 27 ottobre 2008

E voi cosa fareste?

Ieri pomeriggio, mentre cercavo di liberare la mente da pensieri neri, mi sono imbattuta in questo video:







Si tratta del video di un esperimento che ci permette di poter vedere il comportamento degli uomini quando si ritrovano di fronte a grandi somme di denaro: all'interno di un parco pubblico, il Columbus Park di New York, è stato posizionato un box trasparente che conteneva centomila dollari, senza alcuna persona addetta alla sorveglianza del denaro; solo dieci webcam nascoste che hanno ripreso le reazioni dei passanti.
Il video, commissionato dalla società di recruiting TheLadders all'agenzia Fallon, in realtà fa parte  di un'operazione di guerrilla marketing.
TheLadders è una società che tratta solo alti profili (da centomila dollari all'anno in su) e, con questa operazione pubblicitaria, intende sottolineare che molte persone sono attratte dalla cifra di centomila dollari, quindi è necessario fare una selezione dei profili migliori tra quelli dei numerosi aspiranti: è proprio il lavoro di selezione del personale quello offerto da TheLadders alle società in cerca di alti profili - che sono dunque il target di questa campagna pubblicitaria.
Il video risulta essere divertente e interessante: le reazioni sono le più disparate, ma il dato evidente è i centomila dollari allettano parecchi; e d'altronde come dar loro torto?
Io penso che, se mi fossi trovata davanti ad una scena simile, avrei subito pensato ad uno scherzo o a qualche candid camera: nessuno lascia incustoditi tanti soldi in bella vista!

Qualche link sull'esperimento $100K:

- TheLadders

- Fallon

- Marketing Shift

- Experience: The Blog

- CarryOn Fresh

- Blog de nuit

- Anablog 23

- ViralBlog

- Quietglover

postato da: ninive20 alle ore 23:09 | link | commenti (3) | *pop-up* commenti (3)
categorie: news, usa , video, attualità, pubblicità, curiosità, esperimento, guerrilla marketing, theladders, the $100k experiment, ladders
sabato, 25 ottobre 2008

Questa Italia non mi appartiene

Sono una persona abituata a riflettere e devo dire che in questi ultimi mesi ho riflettuto parecchio, forse tropppo.
Durante il periodo delle ultime elezioni politiche, dopo aver visto il mio peggiore presentimento prendere forma e diventare realtà, mi ero ripromessa di non sparare a zero sul nuovo governo; mi ero ripromessa di star lontana dalla politica e di non pensare alle cose fatte o dette da Berlusconi.
Per un po' ci sono anche riuscita, anche se per farlo mi sono tenuta volutamente alla larga dai siti d'informazione, dai telegiornali e dai quotidiani; in parole povere, mi sono isolata ed ero riuscita a rimanere all'oscuro di tutto.
Solo che poi la consapevolezza che vivere così "isolata" e disinformata di ciò che avveniva intorno a me e nel mio paese ha finito per mettermi a disagio, portandomi a cedere e a tornare sui miei insani propositi.

In questi mesi ho riflettuto parecchio e ho cercato di non esprimere giudizi affrettati. In questi mesi però sono accadute talmente tante cose che il silenzio è diventato soffocante e perfino ingombrante.
Così, mi scuso già in anticipo per questo post che, come tutte le cose covate a lungo, prende vita dalla concitazione di chi ha taciuto per parecchio e ha voglia di dire tutto d'un fiato.

Mi sento sempre più a disagio in un paese che ogni giorno sembra perdere di vista quelli che sono i valori fondanti su cui ha posto le proprie basi democratiche; ogni giorno che passa si compiono passi in direzione opposta rispetto ai principî su cui si basa la nostra costituzione, il documento più prezioso che abbiamo, quello che tutela i nostri diritti e che sancisce anche i nostri doveri.
La nostra dovrebbe essere una Repubblica democratica fondata sul lavoro, ma, allo stato attuale delle cose, il lavoro sembra essere diventato un privilegio per pochi e, soprattutto per chi è ancora giovane - come la sottoscritta - , sembra essere diventato un miraggio. Se è vero che non è compito di Berlusconi quello di trovare un lavoro a coloro che non lo hanno, è anche vero che i suoi governi hanno mostrato di non aver rispetto per i lavoratori e per i loro diritti; anzi hanno legiferato solo per rendere più precario il mondo del lavoro, spacciando come necessari provvedimenti che non lo erano. Oggi, specie per i giovani, si parla di lavoro e di lavoratori flessibili: in parole povere lavoratori precari, poco tutelati, con pessime aspettative per il futuro e scarse tutele. Poi c'è chi si stupisce se un giovane talentuoso preferisce trasferirsi all'estero a lavorare: se altrove gli si garantisce un futuro migliore, perché dovrebbe restare sacrificarlo per l'incertezza più assoluta?
Altro pilastro fondamentale della nostra costituzione è che "T
utti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.", ma chissà per quali oscure ragioni vengono fatte leggi come il cosiddetto "Lodo Alfano" che sembrano andare in direzioni del tutto diverse. Il nostro paese sembra somigliare sempre di più al paese dell'illegalità.
Il nostro paese dovrebbe essere uno Stato laico, indipendente e sovrano, e la Chiesa Cattolica è dunque organo religioso che nulla ha a che spartire con le questioni di politica interna del paese. Peccato che poi, di fatto, qualunque cosa venga detta dal pontefice sembri diventare legge per tutti gli altri, credenti e non.
La nostra Repubblica poi dovrebbe
promuovere "lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.", mentre in realtà in cultura e ricerca si investe sempre meno e sembrano diventare sempre più marginali negli obiettivi che l'attuale governo Berlusconi si è proposto. Anzi, si tende a svilirne l'importanza e a vessarle ogni giorno di più.
E potrei continuare così a lungo, purtroppo.

Adesso vorrei mettere l'accento su alcune questioni.

Partiamo dal grande problema della sicurezza delle nostre città. In campagna elettorale era diventata una vera ossessione: tutti a parlarne e a mettere in guardia dal criminale stupratore e, naturalmente, straniero - se romeno o musulmano anche meglio, perché noi italiani siamo un popolo di santi ed innocenti. I mezzi d'informazione non ci davano tregua: era un bombardamento continuo di violenze e di crimini  efferati commessi da romeni e stranieri. Per non parlare poi dell'emergenza rom: tutti pronti a fare gli sceriffi perché rom in Italia era diventato sinonimo di delinquente.
Adesso: la quiete dopo la tempesta. L'allarme è cessato e le nostre città, grazie a Maroni e a La Russa, sono vivibili e sicure.
E i mezzi d'informazione? Sono occupati a parlare di altro; lo straniero delinquente è svanito dalla circolazione, improvvisamente e senza troppo clamore.
Mi chiedo: ma era reale l'emergenza o era solo un piano studiato ad arte per assecondare i desideri di chi ci voleva farci credere che vivevamo sotto assedio ed in continuo pericolo allo scopo di attirare a sé il maggior numero di voti? Ognuno dia in coscienza la propria risposta a questa domanda; a me sembrano davvero coincidenze un po' anomale.


Risolto il problema sicurezza, il governo Berlusconi non ha perso tempo e si è rimboccato le maniche pensando che era ora di risparmiare perché si sa, l'Italia è un paese sprecone e questo non può più essere accettato. Il nostro caro capo comico ha deciso, in pieno accordo con la sua compagnia di attori, di fare propria la parola d'ordine "tagliare"; e così via, a tagliare i fondi destinati alla sanità, alla scuola, all'università e alla ricerca. Perché tanto a che serve investire soldi nella scuola? Meglio iniziare a capire che è più conveniente coltivare la mediocrità e l'ignoranza; inoltre è importante educare i nostri figli ai valori veri: per cui isoliamo i figli degli immigrati in classi separate; così i nostri figli non diranno più che il confronto culturale rappresenta una crescita per tutti e che rispettare ciò che è diverso è sintomo di civiltà. No, i nostri figli finalmente diranno che ognuno deve starsene a casa propria e che tutti gli immigrati sono nemici da sconfiggere. E finalmente Bossi, con le lacrime agli occhi, potrà dire di aver visto realizzato il suo sogno. Solo che poi, passata l'euforia del momento, ci ripenserà e dirà che, liberata l'Italia dai barbari, è giunto il momento di rispedire i terroni a casa loro - perché ,esauriti gli stranieri, con chi altri potrà prendersela? E così inizierà la crociata  per la liberazione del Nord Padano dal rozzo terrone. Le città del nord inizieranno a svuotarsi e i padani saranno costretti a fare due o tre lavori a testa perché non ci saranno più abbastanza persone per coprire tutti i posti. E allora sì che Bossi gongolerà davvero!

Scusate, mi sono fatta prendere la mano e così mi sono allontanata un po' troppo dal nocciolo della questione: i tagli all'università, alla scuola e alla sanità sono necessari; perché altrimenti Berlusconi avrebbe dovuto fare realmente ciò che aveva promesso in campagna elettorale e cioè ridurre gli stipendi ai propri compari politici. Dopo di che avrebbe dovuto anche strappare la poltrona a qualche altro amico e questo non sarebbe stato politically correct. Inoltre, me lo dite dove poteva trovare i soldi per i signori banchieri?
Mi sembra evidente allora che i matti siamo noi che pretendiamo che facciano dei nostri soldi un uso differente.


Veniamo poi allo show delle contraddizioni, perché forse non tutti sanno che se in Italia esistesse una gara a chi riesce a contraddirsi di più  sarebbe proprio lui, il nostro presidente del consiglio, Berluschino (ops!) Berlusconi a stravincere battendo ogni record! immaginabile Prendiamo per esempio le sue affermazioni sulle occupazioni degli studenti nelle varie sedi universitarie: prima dice che darà istruzioni dettagliate al ministro degli Interni su come intervenire attraverso le forze dell'ordine(vedi anche qui); ma poi dalla Cina ci ripensa e dice che i media inventano tutto perché non avrebbe mai detto che dovesse intervenire la polizia (ma certo! Lui ha parlato di forze dell'ordine, mica di polizia. Sono due mondi a sé stanti, non lo sapevate? Imparate ad informarvi prima di affermare falsità!).
A proposito di Cina, ma non era Berlusconi ad aver detto che i cinesi, - comunisti, indi cattivi! - ai tempi di Mao bollivano i bambini per concimare i campi? E allora mi chiedo: come può andare in un paese che è stato il covo di tali esseri orribili e disumani? Non è una contraddizione anche questa?


Altro mistero: tutto il mondo parla di crisi e recessione dopo quanto avvenuto negli USA (e ad onor di cronaca, anche da molto tempo prima); ma Berlusconi tranquillizza tutti perché , a suo dire, il nostro paese ha un'economia solida e non corre pericoli. Insomma possiamo dormire sonni tranquilli.
Solo che, a distanza di poche settimane, i sonni tranquilli sono finiti perché, da quando si discute del nuovo pacchetto clima europeo, improvvisamente Berlusconi ha cambiato rotta: le nostre aziende devono già affrontare la crisi economica e non sono in grado di rispettare le cifre indicate in ambito europeo per la riduzione delle emissioni di CO2.


Io proprio non riesco a capire come si possa passare con tanta disinvoltura da un'affermazione al suo contrario: mi sembra del tutto incoerente e irresponsabile.
Ancora, mi chiedo come si faccia a volere un personaggio del genere alla guida del paese; ma dato che la maggioranza ha deciso così, ahimè, dovrò sopportare per diversi anni ancora i suoi exploit.


Mettiamo da parte le mie perplessità politiche, perché penso interessino a pochi, e torniamo all'argomento ambiente.
Io proprio non riesco a trovare il modo per dare ragione a Berlusconi e al ministro Prestigiacomo: trovo una follia anteporre ragioni economiche al bene del nostro pianeta.
Da più parti gli studiosi lanciano allarmi sul pericolo che corre il nostro pianeta: se non si riducono le emissioni di CO2 in maniera drastica rischiamo di innescare un processo - per molti versi già avviato - che si rileverebbe nocivo e irreversibile. Anche un recente rapporto del WWF lo conferma (vedi anche qui e qui) e anzi fa previsioni terrificanti.
Ora, sapendo che stiamo distruggendo un delicato equilibrio ambientale, con quale coscienza si può dire che si la riduzioni delle emissioni di CO2 può essere rimandata a tempi economicamente più favorevoli?
In fin dei conti viviamo qui, sul pianeta Terra, non su Marte o Giove: dovremmo iniziare a prenderci cura della nostra casa e dovremmo pensare che i cambiamenti disastrosi che causiamo con il nostro egoismo non solo danneggeranno noi, ma anche le generazioni future.


Io sono convinta che si debba cominciare a cambiare la scala di valori della nostra società, finendola con l'anteporre sempre le ragioni dei potenti e dei ricchi: il mondo è di tutti, non possiamo permettere che ragioni economiche lo distruggano del tutto.
Almeno, questo è il mio pensiero e nel mio piccolo cerco di fare il possibile per assumere un atteggiamento responsabile. Perché sono convinta che ognuno di noi possa far cambiare le cose; perché credo che tanti piccoli gesti facciano la differenza.
A tal proposito, invito tutti ad aderire alla campagna di Greenpeace scrivendo al governo per una rivoluzione energetica pulita.
Si inizia così, a piccoli passi, poco per volta, facendo sentire la propria voce. Esprimendo, quando necessario, il proprio dissenso.

Qualche link per approfondire le tematiche ambientali:

- Greenpeace;

- WWF;

- Dal sito dell'Unione Europea: qui, qui e qui;

- Da la Repubblica una delle solite stranezze italiane: vedi qui;

- Dal Corriere della sera: qui e qui;

- Da Ansa: qui, qui e qui;

- Altre fonti: Reuters (qui e qui), Affaritaliani, Asca, Edilportale, APCOM e AGI News On.
martedì, 21 ottobre 2008

Ancora c'è chi lo cerca

Lo Yeti non ha pace: è di oggi la notizia che un gruppo di alpinisti giapponesi avrebbe fotografato diverse impronte del leggendario animale e l'alpinista Yagihara ritiene di averlo intravisto con il binocolo (anche se non ne ha la certezza).
Si allunga così la lista di coloro che ritengono che lo Yeti sia molto più di una creatura leggendaria.
D'altronde le tracce, vere o presunte, ritrovate finora sembrano moltiplicarsi col passare del tempo: dalle orme sulla neve ai ciuffi di peli, fino al ritrovamento di una gamba in Siberia.
Io penso: povero Yeti! Ma se non vuol farsi trovare, perché continuare a cercarlo?



Per i curiosi, qualche link sull'argomento:

La notizia delle impronte fotografate qui e qui;

Un po' di storia e curiosità qui, qui e qui;

Sui peli ritrovati in India: qui, qui e qui

Sull'arto ritrovato in Siberia: qui e qui

Un articolo del Tribune qui



Infine, per chi ha voglia, un sondaggio sull'argomento:


pollcode.com free polls
Secondo voi lo Yeti esiste?
Non l'ho mai visto, ma sono certo della sua esistenza
Si tratta solo di una leggenda
L'ho visto proprio ieri!
Non so, devo ancora decidere
Ebbene si, mi avete scoperto: sono io lo Yeti!
Ma chi se ne frega!
  
postato da: ninive20 alle ore 14:38 | link | commenti | *pop-up* commenti
categorie: news, leggende, sondaggio, curiosità, yeti
lunedì, 20 ottobre 2008

Senza grazia e gracchiando mi avvicino...

Dopo tanto silenzio diventa difficile decidere da dove iniziare a scrivere: se dai motivi del silenzio oppure se dal presente.
Dal mio ultimo post molte sono le cose che sono accadute: un'intera estate è volata via - in un soffio - e l'autunno, coi suoi colori vivaci, ne ha preso il posto.
Potrei iniziare col raccontarvi del periodo intenso, colmo di emozioni, che ho vissuto negli ultimi mesi, ma francamente non riesco a decidermi.
 
Inizierò così come viene, lasciando che sia il flusso dei miei pensieri a decidere per me.

Sto vivendo un momento positivo, come pochi ne sono capitati nella mia vita - l'ultimo periodo di armonia con l'universo di cui riesco ad avere memoria è quello di quando ero piccola; resta legato alla mia infanzia.
Mi sento finalmente in pace con me stessa, più equilibrata; sono serena, azzarderei: felice. Ho solo paura che scrivendolo la felicità finisca per svanire, all'improvviso...
La persona nervosa e perennemente insofferente che si era impossessata del mio corpo e della mia mente ha finalmente deciso di sloggiare ed ora sono di nuovo libera di essere me stessa, fino in fondo.

Adesso sento di avere le forze necessarie per affrontare tutto ciò che si presenterà dinnanzi a me in futuro; bello o brutto. Non dico di essere diventata invincibile o infallibile (i supereroi li lascio all'universo della fantasia), ma penso che ciò che ho vissuto finora mi abbia reso più resistente e capace di affrontare con maggiore grinta ciò che incrocerò sul mio cammino in futuro.
La scelta di smettere di guardare sempre indietro - a quel passato a cui mi sentirò sempre molto legata - per dare la giusta importanza al presente, si è rivelata vincente; così come l'aver preso coscienza che alcune persone, per quanto care, dovevo allontanarle perché non facevano altro che rendermi instabile emotivamente, esacerbando le mie fragilità e le mie insicurezze. La convinzione di dover innanzitutto pensare a me stessa, mi ha dato la forza necessaria a recidere quei rapporti che mi davano più dolore che serenità. Perché bisogna ci sono rapporti che improvvisamente si spengono e smettono di vivere: si comincia col non capirsi e si finisce con l'assenza di comunicazione e di dialogo. Non si può dare un senso a un rapporto che vive solo nel passato.

Un anno fa, cominciavo a prendere coscienza del circolo vizioso in cui ero caduta, del dolore quotidiano che mi ero costruita intorno. Ero stanca, priva di forze per lottare per le cose e le persone a cui tenevo.
Vivevo nel torpore e nell'immobilità di sentimenti ed emozioni: ero incapace di agire veramente; anche quando mi muovevo fisicamente continuavo ad essere immobile.
Ho preso coscienza del fatto che avevo smesso di vivere e ho capito che dovevo allontanarmi da tutto e nell'isolamento cercare di capire ciò che volevo e ciò che per me era davvero importante.

Adesso molto è cambiato; ma dire che si sia trattato di un mutamento improvviso sarebbe una bugia: non è stato facile, alcune scelte sono state sofferte, ma necessarie. Ora, a posteriori, posso dire senza paura di ripensamenti che quelle scelte si sono rivelate giuste.
 
Il tempo delle riflessioni, però, è finito: è giunto il momento di agire, cercando di non lasciarsi trascinare dagli eventi, ma di essere invece l'elemento di traino della propria esistenza.
Non si può aspettare che qualcosa accada; nell'attesa si rischia di perdersi. Meglio vivere, agire, fare: anche a costo di sbagliare; dopo tutto siamo solo esseri umani ed errare è lecito: possiamo rendere gli errori delle risorse ed imparare a non ripeterli.

Sono tornata e vorrei raccontarvi molte cose: della mia estate e dei luoghi che ho visto; di ciò che è accaduto al ritorno dalle vacanze, delle mie letture e di ciò che in questo momento mi piace...
Insomma, sono di nuovo qui e se vorrete farmi compagnia sarete i benvenuti.

Per il momento vi auguro buona notte e vi lascio in compagnia di una delle canzoni dei Baustelle che amo di più:

Il Corvo Joe



venerdì, 08 agosto 2008

Buone vacanze

Mancano poche ore alla mia partenza per le vacanze...
Emigrerò per un po'; andrò per qualche settimana a respirare un po' di aria diversa: magari al ritorno apprezzerò un po' di più l'aria nostrana. E poi si dice che cambiare prospettiva aiuti a vedere le cose sotto un aspetto diverso; vi dirò al mio ritorno se è davvero così.
Sinceramente visto l'orario comincio a chiedermi se abbia senso andare a dormire: fra due ore la sveglia suonerà e dubito che per allora avrò preso sonno! Ma non vi tedierò con questi dubbi amletici.
Mi scuso per l'assenza di questi ultimi tempi, ma non ho avuto un attimo di tregua nelle ultime settimane.
Approfitterò di questa vacanza per riposare e ricaricarmi.
Poiché è quasi certo che non avrò modo di avere una connessione internet a disposizione, non avrò modo di aggiornare queste pagine: ci ritroviamo qui a settembre!
Nel frattempo, auguro a tutti Buone vacanze!
postato da: ninive20 alle ore 22:38 | link | commenti (6) | *pop-up* commenti (6)
categorie: vacanze, personale, viaggio
domenica, 20 luglio 2008

Un'altra domenica...

Giornata strana quella di oggi, forzatamente casalinga, anche per via del tempo. Ancora pioggia, tuoni, vento... Ancora una giornata poco estiva e, forse sarò tra i pochi a pensarla così, a me non dispiace, anzi  sono contenta. Il rumore della pioggia che scroscia giù per i tetti delle case e per le strade; l'odore dell'erba bagnata; il balenio di un arcobaleno timido: sono tutte cose che riescono ad incantarmi.
E poi, dopo tanto fragore, torna la calma: il cielo ritrova il suo colore azzurro e rimane solo qualche nuvoletta a ricordare timidamente il passaggio della pioggia.


dopo la tempesta

L'alternarsi di temporali e sole sembra diventata la prassi qui, nelle ultime settimane. Questo mutare veloce del tempo sembra riflettere quello che è il mutevole stato del mio umore in queste settimane.
Emotivamente sento di aver ritrovato il mio equilibrio, ma le nuvole continuano ad agitarsi all'orizzonte.
La ricerca di un lavoro diventa sempre più snervante. Ormai tutti pensano alle vacanze e tutto viene rimandato a settembre; tuttavia i colloqui continuano a susseguirsi ed io mi sento sempre più vicina al protagonista di Santa Maradona interpretato da Stefano Accorsi. A volte mi chiedo perché mi chiamino per un colloquio se poi non sono interessati ad una persona con il mio tipo di laurea; ma li leggeranno bene i curriculum vitae prima di chiamare la gente? Forse dovrei cominciare a scrivere "No perditempo" in cima al mio curriculum, così magari cominceranno a chiamarmi solo quelli che sono davvero interessati al mio profilo! E sul cv aggiungerei anche: "cerco un lavoro serio, non sono interessata al volontariato": perché c'è pure chi chiama e propone di lavorare per dieci ore al giorno, senza pausa pranzo assicurata, pretendendo pure che si lavori gratuitamente. E nel frattempo secondo loro di che dovrei campare? Di aria?
Comunque forse ha proprio ragione Andrea, il protagonista di Santa Maradona:

ANDREA
Medicina, dovevamo fare.

BART
Mh?

ANDREA
Abbiamo studiato...

BART
Mh...

ANDREA
...ci siamo fatti il mazzo per diventare persone serie, anche con un certo spessore, ma Lettere non serve a un cazzo.


Se volete dilettarvi nella lettura dei dialoghi originali di questo film potete farlo qui; questo invece è il video della scena a cui mi riferisco:



Meglio smetterla con le ciance. Una cosa è certa: non mi pento di nulla e di certo non mi pento degli studi che ho fatto. Avrei potuto fare economia, ingegneria, medicina... Forse sarebbe stato più semplice trovar lavoro, ma non avrei seguito le mie passioni e le mie inclinazioni.
Io non cambierei una virgola.
Mi ritengo fortunata, nonostante tutto, perché ho sempre avuto le idee chiare su ciò che volevo fare. E le mie idee continuano ad essere cristalline.
È solo che ci sono momenti in cui tutto sembra andare per il verso sbagliato; ci sono persone che sembrano solo prenderti in giro. Ma non demordo e non mi scoraggio: prima o poi la spunto io!
postato da: ninive20 alle ore 22:54 | link | commenti (8) | *pop-up* commenti (8)
categorie: pensieri, riflessioni, nuvole, lavoro, momenti, personale, estate, pioggia, domenica, perplessità, colloquio, santa maradona
martedì, 08 luglio 2008

Perplessità

Capisco la necessità dell'evoluzione; capisco che lo scopo della scienza sia progredire; capisco l'ambizione personale di studiosi e ricercatori che vogliono essere ricordati per essere stati "i primi". Capisco anche che durante la vecchiaia i rimpianti si acuiscano e che si pensi spesso a ciò che si è sempre desiderato, ma che, purtroppo, non si è avuto. Io però questa cosa qua non la capisco nemmeno un po': non riesco proprio a capire due nonnini, di settant'anni lei e di settantasette anni lui, che decidono di sfidare la natura e di volersi dare un figlio maschio. Posso capire che il fatto di non averlo avuto quando potevano sia potuto essere motivo di tristezza senile; ma da qui a sfidare la natura... Francamente non lo capisco! Ma più di ogni altra cosa, non lo ritengo sensato: quando il pargoletto sarà un bambino di dieci anni, il padre di anni ne avrà ottantasette e la madre ottanta: sempre che non muoiano prima di allora.
Trovo che questo desiderio di paternità/maternità sia del tutto insensato ed egoistico; ma resto ancora più perplessa dal fatto che  esistano dei medici pronti a tutto, persino ad assecondare i desideri insensati di due attempati vecchietti  - invece di ricondurli alla ragione.
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categorie: scienza, india, maternità, attualità, curiosità, perplessità, egoismo, paternità, senilità, mondo matto
lunedì, 07 luglio 2008

Giocare con le parole

Toti Scialoja, artista poliedrico conosciuto soprattutto per la sua opera pittorica, è stato un poeta innovativo e singolare nel panorama della poesia italiana del Novecento. Lo si può definire un giocoliere di parole: la parola, nucleo originario, elemento di base su cui si costruisce il componimento poetico, torna ad essere protagonista con la sua opera.
Se si escludono i componimenti giovanili - influenzati in maniera piuttosto evidente dalla tradizione simbolista, soprattutto dall'opera di Rimbaud - si può affermare che Scialoja pensa alla poesia in età matura, quando è ormai un pittore affermato in ambito non solo italiano, ma internazionale.
Le sue prime poesie nascono quasi per gioco: si trova a Parigi, sul finire degli anni Sessanta, ha forte nostalgia per la sua lingua materna e, con lo scopo di divertire i suoi nipotini, inizia a comporre poesie che hanno protagonisti insoliti: zanzare, ghiri, gatti. Dai ghirigori delle sue parole e delle sue invenzioni poetiche ne viene fuori un vero e proprio bestiario.
Poesie per bambini dunque, ma non solo: perché le sue sono poesie segretamente indirizzate ad un adulto che deve fare da tramite tra lui e i nipoti, la moglie - che sicuramente riesce ad apprezzarne gli aspetti più prettamente poetici e le sfumature più sottili.
Elemento centrale, si è già detto, è la parola: una parola leggera, quasi eterea, giocosa, divertita e divertente. Una parola ridotta all'osso dove conta di più il suo aspetto primitivo, materiale; quello prettamente sonoro. Una parola enigmatica che allude sempre a qualcos'altro, che lascia sempre spazio alla sorpresa e all'inaspettato.
Poesie estremamente studiate, dove nulla è lasciato al caso, ma dall'aspetto semplice.
Scialoja ama logorare le parole e, allo stesso tempo, ama effettuare il processo inverso: usa parole logore, svilite dall'uso quotidiano e dà loro una nuova veste, dando loro una nuova importanza.
Le sue poesie si costruiscono sulla ripetizione sonora: il ritmo è incalzante, a volte diventa ipnotico, incanta il pubblico infantile senza lasciare immune dal suo fascino anche quello adulto.
I suoi versi sono anomali nella tradizione poetica italiana e sono piuttosto ascrivibili alla tradizione anglosassone del nonsense e del limerick, come ha giustamente riconosciuto - tra i primi - Italo Calvino.
Col passare del tempo le sue diventano sempre più poesie serie, indirizzate agli adulti: il lato giocoso col tempo viene permeato da ombre; il gioco diventa sempre più crudo e più crudele; i temi diventano meno spensierati dei precedenti.
Al mutamento graduale di registro si accompagna anche un mutamento formale. Dal nonsense si passa ad una maggiore liricità; l'esempio a cui guarda è quello dei classici, ma anche poeti come Leopardi, ma soprattutto Pascoli. La sua attenzione per la parola sonora, ridotta all'elemento sillabico, non muta. Tuttavia le sue poesie si fanno racconto e giunge ad una forma metrica insolita per la poesia italiana: l'esametro.
Il mondo dei ricordi riempie lo spazio lasciato dalle strambe avventure degli animali dei componimenti precedenti; il tema della morte diventa preponderante; le citazioni dei grandi del passato, come per esempio di Leopardi, si fanno più raffinate, racchiuse in poche parole chiavi.
Non si può che restare affascinati dall'universo poetico di Scialoja: la sua parola sonora entra di prepotenza nel nostro immaginario, lascia la sua impronta permanente.
Ecco un assaggio della sua produzione di nonsense:

Read this document on Scribd: Toti Scialoja I corvi di Orvieto


La giocosità di queste poesie, mi ha spinto a giocare a mia volta unendo alcune delle poesie che preferisco, remixandole, colorandole ed evidenziandole attraverso Wordle (che avevo trovato segnalato in un post del Blog del Mestiere di Scrivere).
Questo è il risultato:

Wordle - Giochi di parole

Queste invece le poesie catturate da quest'immagine:

Da
Toti Scialoja, Una vespa! Che spavento, Einaudi, Torino, 1975
  • Vive a Zara, anzi vi langue,
    la zanzara senza zeta,
    non si azzarda a succhiar sangue
    ma nient'altro la disseta.
Da Toti Scialoja, La stanza la stizza l'astuzia, Cooperativa Scrittori, Milano, 1976
  • La stanza la stizza l'astuzia
    di quando vivevi a Venezia
    ed eri zanzara... la pazza
    zanzara – che all'alba è un'inezia.

Da Toti Scialoja, La mela di Amleto, Garzanti, Milano, 1984
  • Di giorno quando i gatti sono intensi
    pensi che il loro pelo offuschi i sensi.
    Di notte quando i gatti sono immensi
    si ricopre di pelo quel che pensi.

  • Ho una mosca chiusa in pugno
    presa a volo il primo giugno.
    L'ho sentita far subbuglio
    fino circa a metà luglio.

  • C'è un ramo che sporge sul lago
    di Como, sospeso a quel ramo
    un ragno si specchia nel lago
    ma l'onda morente di un remo
    increspa, col ragno, nel lago
    quel ramo del lago di Como.

  • Chi mette la mosca per esca
    dimostra che losca è la pesca:
    se infatti la lasca ci casca
    c'è caso che a sera finisca
    non lasca ma labile lisca.

  • D'inverno quando i vermi sono spenti
    ho scritto pochi versi, quasi lenti.
    D'estate quando i versi sono ardenti
    ho fritto molti vermi: quasi venti.

  • Che fai malato Amleto con una mela in mano
    che fai mela di Amleto nella mano malata
    che fai molesto Amleto matto della tua mela
    che fai mela di Amleto destinata a letame
    che fai letale Amleto masticandola male
    che fai mela di Amleto per metà malandata
    che fai melato Amleto con una mela in meno?

  • Cerco l'ago nel pagliaio
    cerco l'ego nel migliaio
    cerco l'ergo nel bisbiglio
    cerco l'agro nell'intruglio
    cerco il largo nel risveglio
    cerco il drago nel vermiglio.

  • Il sabato del vigliacco
    che ha la testa in un sacco
    due braccia in una manica
    e grida: "Oh Dio! Domenica!"

  • Dove sono le nevi
    addormentate un tempo
    nel silenzio di brevi
    inverni senza vento?

    Estate. Il chiar di luna
    luccica sulle pietre.
    Accanto alla fontana
    morrò sempre di sete.

  • In mezzo ai rovi a Ninive
    visitiamo rovine
    sono bianche le spine
    bianche in alto le nuvole.

    Non cade neve a Ninive
    non arrivano navi
    tu che puoi farlo vivine
    le inanità soavi.

  • Mi farò per l'autunno
    una cuccia di cane
    fino alla fin dell'anno
    sotto le tue sottane.

    Ci sorbiremo un uovo
    il primo di gennaio
    poi tornerò di nuovo
    dove fa caldo e buio.

Da Toti Scialoja, Poesie 1979-1998, Garzanti, Milano, 2002

  • La notte chiara è un cerchio
    un triangolo è l'alba
    un quadrato l'aurora
    - teoremi di dolore.

    Di giorno il loro marchio
    timbra la mente calma
    necessaria a chi esplora
    rottami di dolore.

Qualche link:

- Breve biografia

- Articoli apparsi sul Corriere della Sera: qui e qui

- Articolo su RaiLibro

- Sul sito della Treccani
postato da: ninive20 alle ore 02:44 | link | commenti (2) | *pop-up* commenti (2)
categorie: cultura, poesia, immagini, letture, arte, web , gioco, colori, parola, wordle, toti scialoja
sabato, 05 luglio 2008

Difendiamo la Costituzione

Che l'emendamento blocca-processi e il cosiddetto Lodo Alfano rendessero meno democratico il nostro paese - nessuno mi toglierà dalla testa quest'idea - lo sapevamo già, ma che fosse anche anticostituzionale no. Almeno io, del tutto ignorante in materia di diritto, ne ero all'oscuro.
Ad affermarlo sono cento tra i costituzionalisti più autorevoli del nostro paese che hanno lanciato un appello in difesa della nostra Costituzione.
Chiunque lo voglia può aderire e firmare l'appello qui.
Prima di firmare - dovrebbe essere buona consuetudine  quella di non firmare nulla senza prima documentarsi un minimo! - ecco qualche link utile:

- Il testo della nostra Costituzione;

- Il testo dell'appello In difesa della Costituzione;

- Un articolo di Alessandro Pace, presidente dell'A.I.C. (Associazione Italiana dei Costituzionalisti), sull'argomento;

- Intervista ad Alessandro Pace su Articolo 21;

- Intervista al Ministro Alfano su Il Sole 24 ORE;

- Articolo sul blog di Panorama;

- Articolo su l'Unità;

- Sul Corriere della Sera qui, qui, qui e anche qui;

- Infine, sul sito della Camera dei Deputati si può leggere il testo del progetto di legge n° 1442 "
Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato ", chi preferisce qui trova il testo in formato pdf.
postato da: ninive20 alle ore 20:59 | link | commenti (4) | *pop-up* commenti (4)
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