Giornata strana quella di oggi, forzatamente casalinga, anche per via del tempo. Ancora pioggia, tuoni, vento... Ancora una giornata poco estiva e, forse sarò tra i pochi a pensarla così, a me non dispiace, anzi sono contenta. Il rumore della pioggia che scroscia giù per i tetti delle case e per le strade; l'odore dell'erba bagnata; il balenio di un arcobaleno timido: sono tutte cose che riescono ad incantarmi.
E poi, dopo tanto fragore, torna la calma: il cielo ritrova il suo colore azzurro e rimane solo qualche nuvoletta a ricordare timidamente il passaggio della pioggia.
L'alternarsi di temporali e sole sembra diventata la prassi qui, nelle ultime settimane. Questo mutare veloce del tempo sembra riflettere quello che è il mutevole stato del mio umore in queste settimane.
Emotivamente sento di aver ritrovato il mio equilibrio, ma le nuvole continuano ad agitarsi all'orizzonte.
La ricerca di un lavoro diventa sempre più snervante. Ormai tutti pensano alle vacanze e tutto viene rimandato a settembre; tuttavia i colloqui continuano a susseguirsi ed io mi sento sempre più vicina al protagonista di Santa Maradona interpretato da Stefano Accorsi. A volte mi chiedo perché mi chiamino per un colloquio se poi non sono interessati ad una persona con il mio tipo di laurea; ma li leggeranno bene i curriculum vitae prima di chiamare la gente? Forse dovrei cominciare a scrivere "No perditempo" in cima al mio curriculum, così magari cominceranno a chiamarmi solo quelli che sono davvero interessati al mio profilo! E sul cv aggiungerei anche: "cerco un lavoro serio, non sono interessata al volontariato": perché c'è pure chi chiama e propone di lavorare per dieci ore al giorno, senza pausa pranzo assicurata, pretendendo pure che si lavori gratuitamente. E nel frattempo secondo loro di che dovrei campare? Di aria?
Comunque forse ha proprio ragione Andrea, il protagonista di Santa Maradona:
ANDREA
Medicina, dovevamo fare.
BART
Mh?
ANDREA
Abbiamo studiato...
BART
Mh...
ANDREA
...ci siamo fatti il mazzo per diventare persone serie, anche con un certo spessore, ma Lettere non serve a un cazzo.
Se volete dilettarvi nella lettura dei dialoghi originali di questo film potete farlo qui; questo invece è il video della scena a cui mi riferisco:
Meglio smetterla con le ciance. Una cosa è certa: non mi pento di nulla e di certo non mi pento degli studi che ho fatto. Avrei potuto fare economia, ingegneria, medicina... Forse sarebbe stato più semplice trovar lavoro, ma non avrei seguito le mie passioni e le mie inclinazioni.
Io non cambierei una virgola.
Mi ritengo fortunata, nonostante tutto, perché ho sempre avuto le idee chiare su ciò che volevo fare. E le mie idee continuano ad essere cristalline.
È solo che ci sono momenti in cui tutto sembra andare per il verso sbagliato; ci sono persone che sembrano solo prenderti in giro. Ma non demordo e non mi scoraggio: prima o poi la spunto io!
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