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giovedì, 01 maggio 2008

Il giorno dei lavoratori

In un presente in cui si ha sempre più la percezione che il lavoro rischi di diventare quasi un privilegio e che i lavoratori, soprattutto quelli più giovani, siano sempre meno tutelati, la festa del Lavoro, a mio avviso, deve assumere un significato più forte di quello che sembra avere attualmente.
Sono sempre di più i lavoratori precari e oggi, che dovrebbe essere un giorno importante - quasi sacro direi - per chi lavora, molti lavoratori (precari e non) lavorano - penso anche al supermercato vicino a casa mia che oggi resterà aperto tutto il giorno e mi chiedo: ma se per un giorno restano chiusi è un dramma? E mi chiedo se chi decide che oggi si deve lavorare sia tra i primi ad andare al lavoro o se invece sia chissà dove a riposare...
Da più parti si moltiplicano gli attacchi al lavoro e ai diritti dei lavoratori: da chi dice che il posto fisso è un paradigma che deve essere abbandonato - ma lo sfido a vivere alla giornata per tutta la vita con un lavoro precario privo di garanzie e prospettive per il futuro - a chi se la prende con i sindacati, la cui funzione di tutela dei diritti dei lavoratori è, a mio parere, imprescindibile.
Il mio pensiero in questo giorno va a tutti i lavoratori e soprattutto a coloro che di lavoro muoiono ogni giorno; perché di lavoro ancora si muore e credo che sia una delle morti più tragiche.
Facciamo in modo che il senso e l'importanza di questa giornata non vengano lasciate indietro nella memoria perché molti dei diritti che tutti noi abbiamo oggi sono stati conquistati col sangue.
Nel rispetto di quelle vite non possiamo lasciare che il valore di questa giornata cada nell'oblio: è proprio dimenticando che aiutiamo chi vuole cancellare i diritti dei lavoratori a raggiungere i suoi scopi.

Un po' di storia:

Wikipedia - Festa dei lavoratori

Cgil - Storia del Primo Maggio

Il Primo Maggio: storia e significato di una ricorrenza

Cisl - Storia del Primo Maggio (file .doc)
postato da: ninive20 alle ore 16:04 | link | commenti (5) | *pop-up* commenti (5)
categorie: pensieri, riflessioni, lavoro, festa, attualità, ricorrenza, lavoratori, 1 maggio, primo maggio
domenica, 06 gennaio 2008

La tradizione francese dell'Epifania

Oggi in quasi tutto il mondo cristiano si festeggia l'Epifania.
In Italia oltre che la visita dei re magi a Gesù Bambino, è anche il giorno della Befana.
In Francia esiste una tradizione legata alla figura dei tre Re Magi.
In molti villaggi si accendono i cosiddetti fuochi dei re che ricordano coloro che, secondo una leggenda, in questa notte accesero dei fuochi a Betlemme per nascondere col loro chiarore la stella cometa agli occhi di Erode.
Tradizione tipicamente francese è quella di mangiare in questo giorno un dolce che è diventato nel tempo il simbolo di questa festa: la Galette des rois. Si tratta di un dolce, di cui esistono due versioni, che viene decorato con una corona di cartone e che nasconde al suo interno una piccola statuina, detta
fève (in italiano fava): colui che trova nella sua porzione di dolce questo oggetto viene eletto "re della giornata" ed incoronato con la corona di cartone.
In origine al posto della statuetta si usava mettere una fava (da qui il nome): la prima statuetta fu di porcellana e venne fabbricata in Germania nel 1874; oggi è solitamente fatta di plastica.
L'uso di queste statuine ha dato origine alla cosiddetta favophilie (favofilia): forma di collezionismo dedicata a questi oggetti, alcuni molto rari o pezzi unici (nei casi più preziosi).
Quest'usanza affonda le sue radici in una tradizione risalente all'epoca degli antichi romani: durante le Saturnali infatti si eleggeva un re della festa attraverso delle fave.
Questa tradizione pagana, entrata a far parte di un festeggiamento religioso, è diventata oramai un vero e proprio rito familiare, tipico di tutta la Francia.
Nel tempo però sono state perdute delle tradizioni legate a questa festa e a questo dolce: esisteva infatti una sorta di rituale che prevedeva che la prima fetta della Galette fosse messa da parte in quanto era la parte del povero (o la parte di Dio e della Vergine) ed era scelta dal bambino più piccolo della famiglia. Era un gesto di solidarietà ed un modo per pensare alle persone più sfortunate; oggi si è quasi del tutto perduto e che sarebbe bello riprendere: questa parte di dolce veniva infatti donata al primo povero che bussava alla porta della famiglia.
Altra usanza era poi quella di conservare una fetta per gli assenti, fetta che veniva messa da parte fino al loro ritorno; inoltre se si conservava integra a lungo diventava segno di buon presagio.
In Franche-Comté, regione della Francia al confine con la Svizzera, proprio per il giorno dell'Epifania, i bambini si travestivano da Re Magi e bussavano di porta in porta, cantando e agitando dei sonagli, per reclamare la loro parte di dolce.
Anche in altre regioni del mondo esiste la tradizione di un dolce dedicato ai Re Magi e che viene fatto per il giorno dell'Epifania: ne sono un esempio, negli Stati Uniti, il King Cake o, per restare in Europa, il Tortell catalano.

Per chi volesse cimentarsi e provare questo dolce, ecco le due ricette più diffuse:

La Galette des Rois fatta con pasta sfoglia e un ripieno a base di mandorle


Infine un approfondimento sulla celebrazione tradizionale dell'Epifania in Francia (e non solo):

Saveurs du monde - L'Epifania in Francia e nel Mondo (questo come quasi tutti i link di questo post sono in francese).

Non mi resta che augurarvi di trascorrere un bel giorno di festa!

galette des rois
postato da: ninive20 alle ore 13:08 | link | commenti | *pop-up* commenti
categorie: cucina, francia, tradizioni, festa, epifania, galette des rois, re magi, fève
martedì, 01 gennaio 2008

Tanti auguri!

burning

Per una volta sarò breve e sintetica - qualità che solitamente mi si addicono poco:

 TANTI AUGURI, BUON 2008!!!

Con la speranza che il nuovo anno porti a tutti voi gioia, salute, fortuna e ciò che più desiderate.
Saranno banalità, ma cercare l'originalità in queste occasioni è insensato: nei momenti di festa ci si deve abbandonare alla leggerezza e ai pensieri positivi.

Un pensiero speciale per tutti coloro che in questi attimi di felicità generale vivono situazioni difficili, di guerra, di dolore, di violenza, d'ingiustizia: che tutti possano trovare al più presto la pace, la serenità e la giustizia che meritano.

Infine, un pensiero per tutte le persone importanti della mia vita: siete lontani da me centinaia di chilometri - con alcuni di voi i chilometri che ci dividono, fortunatamente, sono pochi - e virtualmente sono sempre con voi, con tutti voi.
Inutile nominarvi uno per volta, non voglio rischiare di dimenticare qualche nome importante: siete sempre nel mio cuore e mi auguro che il 2008 ci regali ancora un cammino comune.
postato da: ninive20 alle ore 02:35 | link | commenti (7) | *pop-up* commenti (7)
categorie: pensieri, riflessioni, speranza, pace, auguri, augurio, festa, anno nuovo, buon anno, 2008
martedì, 25 dicembre 2007

Natale

Gli ultimi dieci giorni sono stati giorni intensi e seguire il ritmo è stato complicato: non credevo, ma fare l'impacchettatrice di regali in uno dei negozi più in della mia zona è davvero faticoso. Dietro un banalissimo pacchetto c'è tutto un mondo sconosciuto fatto di ricercatezza e attenzione per i dettagli. Molte persone apprezzano la presentazione del regalo e tornano numerosi in questo negozio proprio perché un banale pacchetto può valorizzare qualsiasi regalo, anche il più comune, rendendolo speciale.
Di certo non è stata l'esperienza più importante della mia vita, ma è stata piacevole; tra l'altro, ho perfezionato il mio modo di impacchettare i regali, cosa da non sottovalutare, e adesso, oltre ad essermi velocizzata parecchio, sono capace di confezionare anche l'oggetto più strano senza entrare in crisi.
Forse quest'attenzione per il dettaglio e quest'importanza per come una cosa si presenta, fa più parte del mondo femminile che di quello maschile, ma è sempre vero che, prendendo in prestito un modo di dire fin troppo usato e banale, anche l'occhio vuole la sua parte.

Mi scuso per la divagazione personale: una settimana di silenzio pesa, soprattutto perché in questa settimana sono molte le cose che avrei voluto scrivere e che, invece, per mancanza di tempo e di forze, non sono riuscita a scrivere.
Avrei voluto dedicare due post diversi a due avvenimenti di cronaca che mi hanno turbato parecchio.
Mi riferisco al sconvolgente delitto di Castelfranco Veneto e a Iole Tassitani uccisa e brutalmente fatta a pezzi: quanto poco rispetto per la vita umana e quali orrendi delitti ed efferate violenze è capace di compiere l'essere umano nei confronti dei suoi simili; in queste occasioni ci si rende conto di quanto lontani si sia ancora oggi dalla realizzazione di una società veramente giusta e civile.
L'altra notizia che ha colpito la mia attenzione negli ultimi giorni riguarda una ragazza, un'adolescente di soli sedici anni che viveva qui in Sicilia e del cui caso si erano occupati gli assistenti sociali di Giarre, comune vicinissimo al mio luogo di residenza. Il fatto che si trattasse di una notizia in qualche modo "vicina" ha fatto sì che essa mi risultasse ancora più sconvolgente. Loredana, per l'anagrafe Paolo viveva un dramma più grande di lei e la sua adolescenza, periodo di per sé già difficile, è diventata soffocante e insopportabile da spingerla a togliersi la vita. Loredana si sentiva donna e si vedeva intrappolata in un corpo che non sentiva suo e che non le piaceva. I trangender discriminati e oggetto di scherno, sono sicuramente delle persone molto fragili, soprattutto nella loro giovinezza quando prendono coscienza della loro condizione: una condizione di certo non comune, ma non rara. La nostra società si mostra poco disponibile ad accettare veramente, nei fatti e non con le sole parole, queste persone che nel migliore dei casi vengono tacciate come diverse. Ma diverso è solo ciò che ci fa più paura: non lo capiamo - più spesso non vogliamo capirlo - e l'unica reazione è quella di emarginare e discriminare quella che è spesso una minoranza. I transgender sono persone, uguali sotto ogni aspetto agli altri uomini. Non sono scherzi della natura o esseri umani di seconda categoria: spesso purtroppo ce ne dimentichiamo.
La nostra società non ha ancora sviluppato strumenti congrui per aiutare queste persone e i loro familiari a prendere coscienza e ad accettare questa "condizione". Spesso i problemi nascono da come le persone che interagiscono con queste persone di comportano: non si accettano per ciò che sono, si cerca di nascondere e si prova vergogna. Tutto ciò può portare ad odiare una vita che invece dovrebbe essere vissuta intensamente fino in fondo. Mi ha addolorato parecchio la storia di Loredana e non posso smettere di pensare che se fossero esistiti aiuti adeguati, probabilmente questa ragazza sarebbe ancora viva e avrebbe tratto forza da quella che probabilmente ha visto come un difetto o un'imperfezione.
Le mie sono solo supposizioni, nessuno può sapere ciò che Loredana ha vissuto veramente e quali terribili pensieri l'abbiano spinta a compiere un gesto così estremo. Il mio augurio è che mai si debbano ripetere storie del genere.
Oggi è Natale e mi rendo conto che questo post è tutt'altro allegro; si addice poco ad un giorno di festa. Nonostante io abbia trascorso la mia giornata serenamente in compagnia dei miei familiari - ma c'erano alcune delle persone per me più importanti che mancavano, non solo tra i familiari - non mi sento sulla pelle quel sentimento di felicità e non respiro quell'atmosfera magica di qualche anno fa o di quando ero bambina. Probabilmente crescere significa anche questo, non lo so.
In questo giorno il mio pensiero va a tutti coloro che sono meno fortunati di me in questo momento e a coloro che vivono situazioni difficili in tutto il mondo: dal popolo birmano agli italiani innocenti che vivono situazioni da incubo nelle carceri straniere. Il mio pensiero e la mia solidarietà vanno in modo particolare a Carlo, alla sua famiglia e alla sua fidanzata Katia; ad Angelo e Simone, ai loro familiari, in particolar modo al signor Giovanni; a Kassim e alla sua famiglia; e più in generale a tutti quegli innocenti, italiani e stranieri, che soffrono, vengono torturati ogni giorno e che non possono vivere il nostro Natale felice e spensierato.
Infine, un augurio a tutti voi che avete avuto la pazienza di leggermi fin qua: grazie per aver accettato di condividere questi pensieri tristi in un giorno di festa e di felicità.

buon natale
postato da: ninive20 alle ore 21:27 | link | commenti (4) | *pop-up* commenti (4)
categorie: pensieri, riflessioni, cronaca, natale, regali, festa, ingiustizia, loredana, transgender, giarre
sabato, 17 novembre 2007

Festa dei gatti neri

il mio gatto nerone
Voglio dedicare questo post ad un argomento un po' più leggero, frivolo, e cogliere l'occasione per presentarvi uno dei tre gatti che abbiamo accolto in casa: si tratta di Nerone (potete ammirarlo nella foto), l'unico gatto che io abbia mai conosciuto incapace di graffiare o fare del male alle persone.
Nerone è un gatto pacifico e coccolone che riesce subito a conquistare la simpatia di tutti coloro che fanno la sua conoscenza. Una volta ammaliati dalla sua vivacità e dalla sua instancabile giocosità non si riesce in alcun modo a dimenticarlo; anzi diventa sempre l'oggetto di discussione, anche quando non si vuole ed anche quando non c'entra nulla con l'argomento di cui si stava parlando.
Nerone è un gatto mangione; goloso ed insistente: quando il suo appetito si risveglia non c'è altro modo per placare le sue rimostranze che quello di accontentarlo.
Nerone è un gatto nero che più che terrorizzare è terrorizzato: ogni volta che uno sconosciuto varca la soglia di casa scappa a nascondersi nei luoghi più impensabili.
 
Oggi 17 novembre è stata festeggiata da tutti i gattofili italiani la festa del gatto nero. Organizzata dall'A.I.D.A.A. (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) prevedeva diversi eventi in molte città italiane ed il suo scopo principale era promuovere il gatto nero al fine di sfatarne la fama di portatore di sfortuna.
Per chi come me ama i gatti, questa festa ha rappresentato un modo per mettere al centro delle proprie attenzioni questi splendidi animali: per chi ha dei gatti, è un'occasione in più per prendersi cura e coccolare i propri felini; mentre per chi non ha mai avuto il privilegio di essere adottato da un micio - perché è sempre lui a sceglierti come padrone, anche quando credi di averlo scelto tu - è un modo per avvicinarsi al loro mondo e restarne affascinati.
Il gatto nero è stato spesso ritenuto portatore di male e per questo associato a Satana o alle streghe. Guardato con sospetto e vittima dell'ignoranza umana è stato spesso perseguitato (nel senso letterale del termine) ed è stato vittima della violenta stupidità dell'uomo.
Una giornata del genere è dunque un invito a riflettere su come le nostre false credenze ci spingano spesso a cercare dei colpevoli per avvenimenti che non sappiamo spiegare oppure a cercare una scusa qualunque per sfogare la nostra rabbia e la nostra cattiveria, trovando delle giustificazioni che ci facciano sentire meno in colpa.
Per questa ragione non vedo in che modo una giornata del genere possa essere nociva per i gatti neri: sono timori e polemiche prive di fondamento che hanno come unico scopo quello di criticare, solo per il gusto di farlo.
Non mi resta che augurare una buona festa a tutti i gatti neri in linea!


 
nerone dorme

Qualche link:

A.I.D.A.A.

Tgcom

ANSA

I gatti della piramide

Micimiao - sulla persecuzione dei gatti

IDAG - miti e leggende sui gatti

Il gatto nero in letteratura: Edgar Allan Poe Il gatto nero
postato da: ninive20 alle ore 23:34 | link | commenti (5) | *pop-up* commenti (5)
categorie: eventi, gatti, gatto, festa, nerone, attualità, gatti neri, gatto nero, festa del gatto nero, gattofili

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