Il Bloggers Unite for Human Rights si è concluso ieri e, sebbene in Italia non siano stati moltissimi a partecipare, mi sembra sia stata un'ottima occasione per ricordare a tutti che siamo ancora molto lontani dal rispetto universale dei diritti umani. Sono troppi i luoghi in cui i diritti più basilari non sono riconosciuti; non mi stancherò di ripeterlo, anche a costo di annoiarvi.
Sono convinta che finché si continuerà a parlarne e finché ci saranno persone disposte a dare la propria vita affinché essi vengano garantiti esisterà sempre la speranza di un cambiamento e di un mondo migliore. Probabilmente c'è chi pensa che queste siano parole trite e ritrite e chi si chiede che senso abbia parlarne.
Per ciò che mi riguarda, sento che è un dovere morale: non posso concepire l'ingiustizia e se posso spendere un po' del mio tempo per fare qualcosa, anche piccola ed insignificante come un post sul mio blog, lo faccio volentieri, senza nemmeno starci a pensare su troppo.
Sarà utopico, ma credo che un futuro migliore possa esistere per tutti noi. Non voglio pensare che la brutalità, la violenza, la barbarie e l'ingiustizia un domani possano diventare i valori fondanti delle nostre società perché se così fosse avremo perso tutti qualcosa d'importante.
Mi consola l'idea di non essere l'unica a vederla così e che in giro per il globo ci sia chi crede nei miei medesimi ideali.
Se vi va di approfondire le tematiche dei diritti umani potete leggere i post segnalati nel gruppo di Bloggers Unite oppure fare riferimento alla lista creata da Stephanie del blog Focus Organic e suddivisa in categorie. Naturalmente chi ha partecipato e desidera condividere il proprio post non deve far altro che segnalarlo, sempre che non sia già stato inserito!
Ieri leggevo il blog di Paz (questo il post a cui mi riferisco) e ho trovato la segnalazione di un'ottima iniziativa promossa da BlogCatalog - una delle più note community di blog (spiegazione necessaria per chi non si interessa molto di queste cose) - a cui, senza esitazioni, ho deciso di aderire.
L'iniziativa di cui parlo è Bloggers Unite for Human Rights e avrà luogo domani 15 Maggio in giro per il mondo: si tratta infatti di una manifestazione virtuale a favore dei diritti umani; manifestazione a cui tutti i blogger sono invitati a partecipare.
Non si tratta della prima iniziativa di Bloggers Unite: in passato vi sono state, per fare qualche esempio, la giornata contro gli abusi e anche la campagna di sensibilizzazione a favore della donazione degli organi.
Bloggers Unite nasce dalla convinzione che esista la possibilità di creare un mondo migliore e che internet, e in particolare la blogosfera, abbia il potere di apportare un simile cambiamento. L'idea è quella di unire tante piccole voci sparse per il mondo e di farne un'unica voce: una voce più forte e autorevole proprio perché nata dall'unione di tante piccole parti.
Partecipare è semplice: basta aggiungere il badge dell'iniziativa al vostro blog, scrivere un post sul tema dei diritti umani giorno 15 Maggio (quindi domani) e condividerlo con il gruppo di Bloggers Unite.
Che aspettate dunque? Partecipiamo e regaliamoci la speranza di poter vivere in un mondo più giusto!
Giorno 10 Dicembre si celebrerà la 54a Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
La scelta di questo giorno non è certo casuale: il 10 Dicembre 1948 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite venne infatti approvata e proclamata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (per chi vuole leggere il testo completo, clicchi qui). Due anni dopo l'Assemblea Generale invitò tutti gli stati membri dell'ONU a celebrare proprio in questa data la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
Dal 1951 questa giornata ci ricorda che esiste un documento importante per l'umanità intera: questo documento, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sancisce «il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo». L'importanza di queste parole è evidente a tutti, soprattutto se si considera il momento storico che le ha viste nascere - ricordiamo che la seconda guerra mondiale si era conclusa nel 1945 e che si era assistito al dilagare della crudeltà più efferrata e alla totale cancellazione delle libertà di alcune categorie di persone (per razza, religione, ideologia).
Questo testo resta di grande attualità tuttoggi: sono ancora molti, troppi, gli stati che, nel mondo, non garantiscono nemmeno i diritti più basilari. Sebbene queste parole non possano cambiare le situazioni esistenti, né tanto meno possono fare miracoli, credo sia nostro dovere morale far sentire la nostra voce e non dimenticarci di coloro che vivono giornalmente il terrore delle torture fisiche e psicologiche e che vedono cancellati tutti i loro diritti.
L'educazione: sarà questo il tema centrale di questa 54a Giornata Mondiale dei Diritti Umani. È importante educare ai diritti umani le nuove generazioni affinché nel futuro non si dimentichi quello che costituisce un nostro patrimonio inestimabile e che non deve essere dimenticato. Tuttavia è altrettanto importante educare ai diritti umani coloro che non vivono in uno stato di diritto: è fondamentale che queste persone acquisiscano consapevolezza e conoscenza dei diritti che gli sono dovuti in quanto esseri umani perché possano così rivendicare ciò che invece dovrebbe essergli garantito.
Molte saranno le manifestazioni e le iniziative sparse nel mondo. Per guardare all'Italia: ricordo che Amnesty International organizza a Milano una fiaccolata che partirà da piazza San Babila alle ore 18:00 e che si conclurerà in Piazza della Scala alle 21:30 circa. A Torino, sempre il 10 dicembre, alle ore 11:30 presso il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà si terrà la conferenza stampa che presenterà il progetto "2008: un anno per i diritti", iniziativa a cura del Museo, di Amnesty International, di Emergency e dell'Unicef.
In occasione della 54a Giornata Mondiale dei Diritti Umani, il gruppo di blogger che sostengono Carlo Parlanti, il cittadino italiano detenuto ad Avenal (USA, California) perché accusato di violenza sessuale, hanno deciso di riproporre l'iniziativa "Una candela accesa per Carlo" promossa l'anno scorso a Natale dalla fidanzata di Carlo, Katia Anedda. Proprio nella giornata del 10 Dicembre la procura della contea di Ventura emetterà la risentenza che stabilirà se riconfermare a Carlo la pena di nove anni o se ridurla. La speranza di Katia e dei familiari di Carlo è che questa risentenza, alla luce dei nuovi rapporti che provano la falsificazione delle prove nel processo precedente e l'inconsistenza della testimonianza della presunta vittima, possa proclamare l'innocenza di Carlo. L'invito è dunque quello di tenere accesa una candela per tutta la giornata del 10 come simbolo di vicinanza e solidarietà per Carlo. Ricordiamo infatti che Carlo Parlanti, nei suoi anni di prigionia ha visto calpestati in continuazione i suoi diritti fondamentali e che ciò, soprattutto per un paese democratico come l'America, non è accettabile.
L'invito è di fotografare la propria partecipazione all'evento e di inviare la propria foto all'indirizzo email: katia@carloparlanti.it. Tutte le foto verranno pubblicate in una pagina web creata appositamente per l'occasione.
Tutti coloro che vogliono possono sostenere Carlo tenendo accesa sul proprio blog/sito web una candela virtuale fino a quando giustizia e chiarezza su questa vicenda non verranno fatte.
Questi sono i banner con i relativi codici html che potete prelevare ed inserire liberamente sui vostri siti/blog:
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