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venerdì, 04 luglio 2008

Sull'odierna situazione dell'Italia

Entrare nel merito delle leggi sulla sicurezza del nuovo - si fa per dire - governo Berlusconi richiederebbe una quantità incommensurabile di parole ed io oggi non ho le forze per una tale impresa: il caldo di questi giorni mi sta massacrando!
Tuttavia non posso trattenermi dall'esprimere alcune delle mie perplessità maggiori.
A me pare che il nostro paese stia imboccando strade molto pericolose e il governo Berlusconi riesce a dare dell'Italia l'immagine peggiore: la stampa estera guarda con crescente preoccupazione la svolta xenofoba dell'Italia di questi ultimi tempi (qualche esempio: qui, qui e anche qui) e d'altronde come negare l'evidenza? A partire dalla questione della clandestinità che diventa reato, passando per il prolungamento del periodo di permanenza massimo nei Centri di Identificazione ed Espulsione (la permanenza può durare fino a diciotto mesi) e arrivando alla recente proposta avanzata dal ministro dell'Interno Maroni di raccogliere e schedare le impronte digitali di tutti i cittadini rom, minori compresi. La sola idea che si prendano provvedimenti e che si facciano leggi con lo scopo di "controllare" una determinata categoria di persone o una determinata etnia è davvero angosciante; se questo non è razzismo, spiegatemi voi: che cos'è? In un paese giusto e democratico le leggi sono fatte per tutti, non sono selettive, non si rivolgono solo verso una "razza". Siamo tutti uguali: se devono essere prese le impronte digitali a tutti i rom, perché non prendere allora le impronte digitali di tutti i cittadini, italiani e non, residenti in Italia? Tra l'altro molti rom sono dei cittadini italiani a tutti gli effetti.
Per chi volesse approfondire queste tematiche:

- Misure pacchetto sicurezza;

- Sulla raccolta delle impronte digitali dei cittadini di etnia rom: articolo su L'Unità; la reazione di Famiglia Cristiana; articolo de La Stampa; articolo del Corriere della Sera sulla posizione di Massimo Cacciari che, a sorpresa, è uguale a quella di Maroni.

Tra l'altro, se quanto accaduto a Torino il mese scorso fosse vero, ritengo che in Italia comincino ad aprirsi scenari davvero inquietanti; soprattutto perché queste scene non sembrano del tutto isolate. Il mio timore è che si possa arrivare a veri e propri atti di discriminazione; il rischio è che la parola straniero divenga sinonimo di criminale.
Sinceramente comincio a pensare che forse farei meglio a prendere in considerazione l'idea di emigrare all'estero, lontana da quest'Italia che diventa ogni giorno di più intollerante e che ogni giorno di più si allontana dalla mia Italia: il paese in cui sono nata e cresciuta sembra aver tradito se stesso; sembra un altro...
Sugli episodi di Torino:

- La denuncia di Almaterra; articolo su l'Espresso Local; articolo su La Stampa.

Quelli elencati finora mi sembrano già dei fatti allarmanti; ma purtroppo sembrano non bastare a Berlusconi e al suo governo. Berlusconi è famoso per i suoi attacchi ai giudici e alla magistratura italiana: è sufficiente che lui venga indagato per qualcosa o che venga processato per qualche reato che fa partire subito il suo J'accuse! Se poi la stampa riporta i fatti o non si schiera dalla sua parte, non risparmia accuse nemmeno nei loro confronti.
Credo che sia molto grave che una delle figure istituzionali più importanti del nostro paese perpetui questa campagna di discredito e di insulti rivolti verso le autorità giudiziarie e verso gli organi di stampa.
Sembra che Berlusconi abbia una sua personalissima idea di democrazia; un'idea costruita ad immagine e somiglianza dei suoi personalissimi interessi: guai a chi prova a sfiorarli! Le parole irrispettose del capo del governo nei confronti del sistema giudiziario italiano sono parole rivolte anche a noi cittadini: chi manca di rispetto alle istituzioni del nostro paese, manca di rispetto all'intero paese.
L'ennesimo colpo al sistema giudiziario arriva con il cosiddetto Lodo Alfano e con la proposta di un decreto legge sulle intercettazioni.
Georgia sul suo blog ha postato il video dell'intervista fatta dal blog di Grillo al procuratore generale di Torino, Gian Carlo Caselli; un'intervista davvero interessante (di cui potete trovare la trascrizione qua). Questa è l'intervista:



Lascio a voi ogni conclusione; per ciò che mi riguarda penso che se queste leggi verranno approvate il nostro diventerà un paese meno giusto e meno democratico.
Qualche link di approfondimento su queste tematiche:

- Sul Corriere della Sera: qui, qui e qui;

- Un articolo su La Stampa;

- Un commento di Giuseppe D'Avanzo su Repubblica;

- Un articolo su L'Espresso;

- Un articolo su Il Tempo.

Infine, per chi riesce a capire il francese, uno scritto divertente di Stefano Benni apparso su Libération (non sono proprio riuscita a trovare una traduzione in italiano) che potete leggere qui.
martedì, 29 aprile 2008

Siamo proprio in buone mani

In realtà non avevo molta voglia di scrivere stasera, solo che poi mentre leggevo un po' di news non ho proprio potuto evitare. Devo impormi la regola di non leggere nulla che abbia a che fare con la politica dopo una certa ora: finisce che per calmare i miei nervi mi tocca contare le pecorelle pur di riuscire a prendere sonno!
Cercherò di essere breve, ma prima una breve premessa... È chiaro che non mi sento per nulla rappresentata da questo nuovo governo berlusconiano per cui, forse, ci sarà chi dirà che i miei sono pregiudizi e idee comuniste (tanto per chi è politicamente orientato verso destra tutte le idee differenti dalle proprie sono idee comuniste), sebbene io non mi definisca tale - ma questo è un altro discorso e finirei per divagare troppo.
Mentre leggevo le news del giorno e pensavo che Schifani come presidente del Senato non ce lo vedo proprio, mi sono imbattuta nelle ennesime parole farneticanti di Bossi.
Sembra che i fucili siano proprio un'ossessione per Bossi e sembra anche che sia pronto a tirar fuori dal suo cilindro trecentomila uomini pronti a diventare martiri per la Padania. E naturalmente domani ci sarà ancora chi sosterrà che le parole di Bossi erano metaforiche!
Mi chiedo come facciano gli italiani che hanno votato per Berlusconi e per i suoi alleati a sentirsi rappresentati da chi sembra incitare alla violenza, all'odio e alla paura.
Io mi sento disorientata: non mi sento parte di quest'Italia e mi spaventa l'idea di ciò che l'Italia si appresta a diventare nei prossimi cinque anni.
Mi ripeto che devo smetterla di avere visioni apocalittiche riguardo il nostro futuro, ma mi risulta impossibile, specie se anche Berlusconi - che invita la Lega alla moderazione - sembra cominciare a prendere confidenza con le armi?
La sua immagine che mima un mitra alla giornalista russa che intervistava Putin non smette d'inquietarmi e non riesco a sorridere al pensiero che si tratti di una delle tante berlusconate: per i miei gusti, i fucili e i mitra sono diventati davvero troppi.





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martedì, 08 aprile 2008

Queste maledette schede elettorali

Da diversi giorni il mondo politico è tormentato da una nuova questione: le schede elettorali.
Quando ho letto la notizia per la prima volta mi sono sentita infastidita, ma poi ho sorriso perché ho pensato: "Berlusconi ne pensa una più del diavolo" e non ho approfondito oltre. Dopo di che Bossi se ne esce con un'altra delle sue frasi e da Verbania dice che per fermare i romani che hanno stampato le schede porcata i leghisti potrebbero anche imbracciare i fucili: una frase così sottilmente metaforica che nessuno lo ha capito ed è naturalmente scoppiata la polemica. Anche la mia intelligenza non è riuscita ad arrivare a comprendere una tale sottigliezza, al punto da spingermi ad indignarmi al pensiero che Bossi incitasse con così tanta leggerezza all'odio e alla violenza. Sono addirittura arrivata a pensare che va bene la libertà di parola e di pensiero, ma che c'è un limite a tutto e che certe idiozie non andrebbero dette in pubblico. Ma che volete farci? Ogni tanto sarà lecito anche per me sbagliare ad interpretare le cose che sento, o no? Io però non riesco a togliermi dalla testa che a me quelle frasi sembrano poco metaforiche, ma ho la testa dura, non è certo una novità!
Le parole di Bossi hanno fatto sobbalzare anche il povero Berlusconi che non sapendo più cosa dire per giustificare il suo brillante alleato non ha trovato di meglio da dire e così ha dichiarato che Bossi è malato... Povero Bossi, allora non sa cosa dice! è tutta colpa della malattia - ho pensato io. Solo che a Bossi le parole di Berlusconi non sono andate a genio e pare sia nata una piccola disputa a distanza tra i due. Solo che poi stamattina leggo la notizia secondo la quale Berlusconi avrebbe affermato che le polemiche con Bossi sarebbero solo un'invenzione: ma chi le mette in giro 'ste voci, mi chiedo io...
Comunque, a quanto pare la questione delle schede elettorali ha fatto perdere il senno un po' a tutti i politici. Anche secondo Di Pietro andrebbero cambiate e dalle pagine del suo blog invita tutti a far pressioni nei confronti delle istituzioni affinché si provveda a rifare tutto.
Stamattina ascoltavo le notizie del giorno e su tutte le reti non si faceva altro che parlare di queste terribili schede elettorali e di come esse siano solo fonte di confusione per il povero elettore. Inoltre, a quanto pare, il vero pericolo in realtà è che queste schede diventino l'arma di possibili brogli elettorali. E sappiamo tutti quanto la faccenda dei brogli stia a cuore dei politici, soprattutto di Berlusconi!
Allarmata da tanto clamore e temendo che per una volta Berlusconi avesse ragione a battere i piedi e strepitare, ho deciso di fare le mie ricerche e di andare a fondo alla faccenda.
Innanzitutto ho cercato di capire che aspetto avessero le schede incriminate e per quale motivo quasi tutti le hanno tanto in odio.
Ho trovato una riproduzione delle schede sul sito del quotidiano La Repubblica, mentre qui trovate spiegato qual è la maniera corretta di esprimere il proprio voto e quale invece quella errata.
Dopo di che ho googlato alla ricerca di ulteriori notizie, ma più leggevo le dichiarazioni di questi ultimi giorni e più pensavo di sprecare il mio tempo. Ragion per cui ho lasciato perdere.
Le mie conclusioni: i politici dovrebbero smetterla di preoccuparsi per queste sciocchezze e occuparsi di cose più importanti. Innanzitutto gli italiani non sono stupidi e non credo proprio che non riescano a mettere una crocetta sul simbolo del partito prescelto. Inoltre ristampare le schede - se anche non volessimo considerare il fatto che fra cinque giorni si voterà e che i tempi sono dunque troppo stretti - è sicuramente una spesa inutile: sembra quasi che i soldi pubblici si possano sprecare senza problemi! Tra l'altro gli irriducibili si consolino: tutto il loro vociare ha spinto il Viminale a far stampare dei manifesti che verranno affissi in tutti i seggi elettorali in modo da chiarire le modalità di voto.
I politici tornino a concentrarsi su cose più importanti e lascino votare in pace gli italiani.

Infine ecco qualche link aggiuntivo

- sulla questione delle schede elettorali: Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, News Italia Press e La Repubblica
 
- sulle dichiarazioni di Bossi: L'Unione Sarda e Il Giornale
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giovedì, 07 febbraio 2008

Elezioni politiche

Era evidente sin dal giorno della sfiducia del Senato al governo Prodi che si sarebbe giunti alle elezioni politiche anticipate.
Oggi il presidente della Repubblica, dopo che anche il tentativo di Marini per trovare un accordo tra le varie forze politiche è fallito, ha sciolto ufficialmente le Camere. Successivamente il consiglio dei ministri ha fissato la data delle prossime elezioni politiche al 13 e al 14 Aprile prossimi.
Si torna a votare senza cambiare la tanto criticata legge elettorale attualmente in vigore: una vera follia, non certo un atto di responsabilità verso i cittadini italiani. Si tratta infatti di una legge che il suo stesso ideatore, Roberto Calderoli, ha definito come porcata; una legge che ha consegnato il paese, sin dal primo momento, nel caos e che non ha reso governabile il paese che si è mostrato spaccato in due (la vittoria del centrosinistra, come tutti ricordano, non è certo stata schiacciante).  La sensazione che il governo, perennemente sul filo del rasoio, non sarebbe riuscito a giungere a fine legislatura - se non grazie ad un miracolo - è stata molto forte sin dal primo momento. Ciononostante credo che Prodi, per il quale non riesco a provare simpatia, abbia adempiuto al suo compito in maniera egregia e che il suo sia stato un buon governo. Ma adesso il paese guarda avanti e pensa a ciò che accadrà nel prossimo futuro.
Non posso nascondere la mia preoccupazione, preoccupazione che credo sia condivisa da molti.
Ciò che mi preoccupa maggiormente è l'ipotesi che la storia si ripeta e che le prossime elezioni mostrino un'Italia ancora divisa a metà: eventualità così non così remota. Insomma temo che si crei nuovamente un governo costretto a fare i conti con i numeri, un governo costretto a vivere in uno stato di perenne ansia.
Il centrodestra sente già in pugno la vittoria e parla già come se fosse già al governo. Berlusconi, ancora una volta lui, sempre in prima linea; pronto ad assumere il comando. Francamente mi chiedo come sia possibile che i suoi elettori, gli elettori del centrodestra, non si siano stancati: sempre e solo lui; è da ben quattordici anni che Berlusconi sta in prima linea e sembra che il suo ruolo di protagonista non venga mai messo in discussione. Ma cambiare mai?
Certo, non posso dire che il centrosinistra sia fatto da facce nuove, tuttavia Veltroni non è mai stato capo del governo e, in questo senso, rappresenta una novità.
Quel che è evidente è che, sia a destra che a sinistra, non si avrà il ricambio generazionale che tutti si auspicano, ma che nessuno vuole veramente: l'amore per il potere è ancora troppo forte per riuscire a convincere l'attuale classe politica a rinunciarvi.
Personalmente credo che per il bene del paese prima di andare al voto sarebbe stato necessario fare una legge elettorale che garantisse maggiore stabilità al paese, garantendo tuttavia quella pluralità che è necessaria in uno stato democratico.
Ritengo che questi miei timori siano condivisi da molti.
Penso anche che chi ha voluto andare al voto con l'attuale legge elettorale non abbia voluto ascoltare ciò che invece molti italiani chiedevano: tra questi gli italiani che hanno firmato il Referendum Elettorale. Questo referendum è nato dall'esigenza sentita da molti di poter scegliere e decidere personalmente a quale legge elettorale affidarsi; il consiglio dei ministri ha fissato la data al 18 maggio prossimo, data che sembra più che altro simbolica dato che, con ogni probabilità, la consultazione popolare slitterà e verrà rinviata al 2009 proprio a causa delle elezioni politiche anticipate.
Adesso ci attendono settimane terribili: dovremo sopportare le varie liti tra gli schieramenti e dovremo assistere allo spettacolo pietoso di coloro che faranno tutto, anche l'inimmaginabile, per cercare di guadagnarsi qualche voto in più; dovremo ascoltare le solite false promesse e far finta di crederci. Dovremo avere pazienza e, credo, ce ne vorrà parecchia.
La bagarre è già cominciata... Il tempo delle accuse reciproche è giunto: tutti in corsa per conquistare il primato del politico modello e più amato dagli italiani.
In questi giorni saremo costretti a sorbirci le liti sull'eventualità o meno di accorpare le elezioni politiche e le elezioni amministrative in un'unica data (il cosiddetto election day: quanto odio questi anglicismi!). Io sono d'accordo con chi pensa che sia opportuno unificare le date: sarebbe un risparmio non indifferente per le finanze dello Stato, oltre che un risparmio di tempo anche per noi che, altrimenti, saremo costretti a recarci in momenti diversi alle urne.
Ma si sa, in Italia non sempre si scelgono le vie più semplici: si preferiscono i sentieri tortuosi e gli sprechi di denaro pubblico; perché smentirsi dunque?
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categorie: pensieri, italia, politica, riflessioni, elezioni, politici, italiani, voto, attualità, governo, election day
mercoledì, 30 gennaio 2008

Perché i partiti vogliono le elezioni anticipate?

Che le casse dei partiti italiani venissero rimpinguate dallo Stato, che versa loro parecchi soldi, non era certo una novità: l'esistenza dei cosiddetti rimborsi elettorali è ben nota a tutti.
Ciò che non sapevo era che in caso di elezioni anticipate - elezioni richieste a gran voce in questi giorni da molti partiti - lo Stato italiano elargirà ai partiti ben 300 milioni in più: i partiti riceverebbero infatti un rimborso elettorale doppio fino al 2011.
Quando ieri sera mi sono imbattuta in questo post del blog Georgiamada ho dovuto rileggere più volte il passaggio che parlava di questi rimborsi (e l'articolo del Sole 24 Ore segnalato) perché mi chiedevo se avessi capito male. Ma no, nessun fraintendimento: solo un'altra assurdità italiana.
Alla luce di questa notizia, la richiesta, avanzata da più parti, di andare alle elezioni anticipate sembra essere dettata più dalla bramosia di incassi maggiori che non dal desiderio di pensare realmente al bene dell'Italia. In tempi in cui si parla di crisi economica, di famiglie sempre più in difficoltà, di giovani precari e privi di ogni certezza, questa è l'ennesima spesa che ha tutto il sapore di uno spreco e di un furto legalizzato ai danni degli italiani.
Ora, dal mio punto di vista, l'idea che un partito si finanzi con soldi pubblici, derivati dalle tasse dei cittadini, mi è sempre sembrata inaccettabile poiché credo che i partiti abbiano diversi strumenti alternativi per riuscire a finanziarsi. In tempi dove si chiede agli italiani di fare sacrifici e di tenere duro, mi sembra che questi rimborsi elettorali abbiano ancora meno senso: perché non usare questi soldi per fare qualcosa che serva davvero ai cittadini?
Mi rendo conto che posso sembrare polemica e forse anche estremista con le mie dichiarazioni; tuttavia se la nostra classe politica avesse mostrato un po' più di rispetto e un maggiore senso del dovere, forse oggi la mia intolleranza non sarebbe così viva.
Intolleranza che è aumentata quando abbiamo dovuto assistere allo spettacolo indecoroso ed indegno di un luogo così importante come l'aula del Senato della Repubblica. È inaccettabile che, per divergenze politiche e per scelte di voto non condivise, un Senatore insulti così gravemente un suo collega; è inaccettabile che alla notizia, gravissima, della caduta del governo Prodi - a della conseguente crisi - un gruppo di senatori si metta a festeggiare con tanto di spumante. Valgono davvero poco le scuse che il Senatore Strano, protagonista indiscusso di tale scempio, ha voluto porgere per mezzo della stampa: un Senatore dovrebbe tenere sempre a mente il ruolo che ricopre e non dovrebbe dimenticare che rappresenta gli italiani che lo hanno votato. Il Senatore Strano ha fatto un enorme danno all'immagine dell'Italia; le scuse non sono proprio sufficienti.
I nostri politici sono tutti pronti a farsi portavoce dei desideri degli italiani, ma sono in pochi quelli che ascoltano i bisogni reali di questo paese.
L'Italia in questo momento non ha bisogno di elezioni immediate, per svariate ragioni: innanzitutto perché andare al voto con l'attuale legge elettorale potrebbe significare vedersi ripetere la situazione di due anni fa e ciò comporterebbe dover rivivere le stesse ansie e le stesse situazioni di crisi; inoltre molte delle riforme necessarie resterebbero inattuate e saremmo costretti a vivere in una situazione di stallo, situazione che dubito porterà dei vantaggi alle famiglie italiane. A tal proposito vi invito a leggere questo articolo segnalato da Anna Setari in un post del suo blog (post a cui sono arrivata perché riportato per intero da Georgia nel suo blog).
Intanto è proprio di questa sera l'annuncio del Presidente Napolitano della decisione di conferire l'incarico di formare un nuovo governo a Franco Marini.
Difficile il compito che si presenta adesso a Marini che, prima di formare un qualsiasi governo, sembra essere intenzionato a consultare i vari partiti per capire se ci siano i margini per un accordo comune e per riuscire a lavorare serenamente. Tutto resta ancora incerto e le elezioni anticipate non sembrano escluse.
Staremo a vedere ciò che accadrà nei prossimi giorni.

Qualche link:

Panorama: qui e qui

RaiNews24

Corriere della sera: qui e qui
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categorie: italia, politica, riflessioni, elezioni, italiani, attualità, governo, partiti, rimborsi elettorali
venerdì, 25 gennaio 2008

Chiediamo le dimissioni di Salvatore Cuffaro

Ringrazio Alfredo per avermi segnalato l'esistenza di una petizione che chiede all'attuale presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, di rassegnare le proprie dimissioni.
Questo il testo dell'appello indirizzato alla presidenza della Sicilia:


Con questa petizione i siciliani dimostrano il proprio disappunto in relazione alle mancate dimissioni del Governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, in seguito alla recente condanna di primo grado. In uno stato democratico e legale, è inamissibile pensare che alla guida di un'intera regione ci sia qualcuno condannato a 5 anni di reclusione e per di più con l'inibizione dai pubblici uffici. Inoltre la situazione risulta essere ancor più grottesca in relazione alle motivazioni della condanna.

Spett.le Governatore i sottoscritti Le chiedono Gentilmente di presentare Le proprie dimissioni.


Ritengo inutili ulteriori parole: da siciliana indignata ho apposto la mia firma perché voglio che Cuffaro rispetti la carica che ricopre e rassegni le sue dimissioni.
Invito tutti, siciliani e non, a firmare e a far sentire la propria voce:

firmate e chiedete anche voi le dimissioni di Cuffaro.
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categorie: italia, politica, appello, sicilia, giustizia, petizioni, italiani, dimissioni, cuffaro
venerdì, 25 gennaio 2008

Dopo il silenzio, la tempesta

Nell'ultima settimana l'Italia è stata scossa da diversi accadimenti gravi e, con l'Italia, gli italiani tutti stanno vivendo un clima di caos dal quale sembra difficile che si riesca ad uscire presto.
L'apice di tutto questo terremoto politico-istituzionale lo si è raggiunto con la caduta del governo Prodi. L'Italia è ufficialmente teatro di una crisi politica per molti versi annunciata.
Come tutti, anche io ho vissuto una settimana difficile; negli ultimi sette giorni mi si è praticamente aggrovigliato lo stomaco un'infinità di volte a causa degli innumerevoli scatti d'incredulità e d'indignazione che ho vissuto.
Chi segue le pagine di questo blog avrà forse notato il mio silenzio e la voluta frivolezza degli ultimi post.
Ho cercato di mantenere il silenzio perché lo sentivo come necessario. Ho cercato di placare i miei moti d'animo, perché volevo evitare di scrivere cose con toni troppo accesi che avrebbero dato un'impressione sbagliata, facendomi apparire solo come un'esaltata sconclusionata.
Sono fatta così: più sono in crisi e più mi fingo frivola; è una maschera che mi permette di celare il cataclisma interiore e che mi aiuta a ritrovare gli spazi necessari alla riflessione.
Ho preferito fare la spettatrice piuttosto che entrare nel coro infervorato dei protagonisti. Perché sono fatta così, necessito dei miei tempi; e sono tempi lunghi, a volte.
Sono diverse le cose di cui desidero parlare e cercherò di essere sintetica.
Innanzitutto un evento riguardante la politica siciliana: la condanna di Cuffaro a cinque anni, condanna che comprende anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Ora ripeterò ciò che hanno già detto in molti e ciò che pensa il 68% dei siciliani; per cui scusatemi se il tempo delle riflessioni per me è finito.
In un qualsiasi altro paese questa condanna sarebbe stata motivo di scandalo e avrebbe condotto la persona interessata ad un gesto di responsabilità civile nei confronti del proprio paese: le dimissioni. Mi chiedo come si possa restare impassibili dinnanzi alla mancanza di rispetto che il signor Cuffaro ha avuto, ed ha tuttora, nei confronti della carica istituzionale che ricopre; mi chiedo dove sia il senso del dovere civile e della responsabilità morale nei confronti dei propri elettori. Posso anche capire le manifestazioni di gioia del signor Cuffaro, che gioisce perché ha "dimostrato" di non essere colluso  con la mafia, ma sono a dir poco disgustata dalle reazioni dei compari di partito del signor Cuffaro (oltre che di quelle dei politici degli altri partiti politici): quasi si fosse trattato di un'assoluzione
. Ora, non entrerò nella polemica scoppiata tra Cuffaro e il procuratore nazionale antimafia Grasso, ma desidero ricordare a Cuffaro (e compari) che non c'è nulla di cui gioire - una condanna è sempre una condanna - anche perché è ancora aperta un'altra indagine a suo carico, un'indagine che ancora una volta parla di un Cuffaro colluso con la mafia.
Credo sarebbe doveroso un atto di responsabilità da parte del signor Cuffaro, ma è evidente che ciò fa parte dell'universo delle utopie: Cuffaro, come tutta la classe politica siciliana ed italiana, è troppo legato alla sua poltrona; troppi gli interessi economici personali che lo spingono a non vedere delle ragioni valide per le dimissioni.
Come era prevedibile, oggi la mozione di sfiducia
presentata dal centrosinistra nei confronti del presidente della regione Salvatore Cuffaro è stata respinta. Qui potete leggere altre dichiarazioni assurde del presidente Cuffaro, direi che si commentano anche da sole.
Un'altra vicenda che mi ha fatto perdere le staffe in questi giorni è la vicenda riguardante gli arresti domiciliari alla signora Sandra Lonardo, moglie dell'ex ministro della Giustizia Mastella. Inaudito ed inaccettabile l'attacco effettuato da Clemente Mastella e signora alla magistratura italiana: inaccettabili le dichiarazioni rilasciate.
A dire di Mastella esistono delle frange estremiste nella magistratura italiana che perseguitano i poveri politici innocenti. Nel caso di Mastella si tratterebbe di  estremisti laici (gli stessi che hanno impedito al papa di andare alla Sapienza) che odiano a tal punto i credenti cattolici da perseguitare quelli più in vista e potenti. In passato, per le vicende giudiziarie di altri politici ben noti, invece si era trattato di giudici comunisti che avevano in odio i valori liberali della democrazia.
Insomma, a sentire questi politici, l'Italia sarebbe in balia di una Giustizia diffamante e dittatoriale, antidemocratica e spergiura, persecutrice delle persone innocenti. Io francamente non me ne ero ancora accorta: sono ancora fermamente convinta che la Giustizia in Italia goda di ottima salute.
In Italia esistono delle leggi e sono leggi uguali per tutti, e sono leggi che vanno rispettate: è questo quello che vorrei far presente ai nostri "cari" politici.
Naturalmente quasi tutti i politici hanno applaudito alle parole di Mastella e numerose sono state le manifestazioni di solidarietà. Manifestazioni che danno più l'impressione di complicità: quasi a voler ribadire la convinzione, probabilmente sempre più diffusa all'interno della cosiddetta Casta dei politici italiani, che ai politici tutto sia concesso, persino delinquere impunemente. Unica voce fuori dal coro quella di Antonio Di Pietro (francamente non ho mai capito per quale motivo non avessero designato lui come ministro della Giustizia).
Se può essere comprensibile la vicenda umana dei signori Mastella, non è per nulla ammissibile la solidarietà politica: se la politica è al servizio del cittadino e dello Stato, come può avere la presunzione di essere al di sopra di tutto, anche al di sopra della Giustizia?
Non mi stupisce che poi i sondaggi parlino di un senso di sfiducia sempre più diffuso tra gli italiani nei confronti delle istituzioni italiane. Sfiducia che condivido pienamente e che sottoscrivo.
Non mi sento rappresentata da nessuno dei politici attuali. E ciò non significa che io manchi di consapevolezza e senso civico; così come non significa che io non sappia da che parte stare: io sto dalla mia parte; dalla parte dell'Italia e degli italiani.
Questi politici, così interessati al potere e al proprio interesse economico, non sono vicini agli italiani, non ne comprendono le difficoltà e sono lontani dai loro problemi quotidiani. Questi politici passano il tempo a lottare tra loro per ottenere una manciata di voti in più.
Qualcuno sa spiegarmi in che modo queste persone possano fare il bene dell'Italia? In che modo possano risolvere i problemi reali degli italiani?
C'è bisogno di persone nuove, diverse. C'è bisogno di riscoprire il significato della parola politica; c'è bisogno di persone che siano veramente al servizio dei cittadini. C'è bisogno di un maggior senso del dovere e di un maggiore rispetto per le istituzioni del nostro paese. Ècosì semplice scriverlo, ma quanto è difficile che ciò possa avverarsi nella realtà! Troppo spesso sono portata a pensare che le mie siano solo utopie... Ed è davvero scoraggiante.
Nell'attesa di un cambiamento, cercheremo di capire cosa ci aspetterà adesso che Prodi si è dimesso: temo che i prossimi giorni metteranno ancora una volta a dura prova la nostra pazienza. Non ci resta che resistere!
O, forse, non ci resta che piangere?
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sabato, 08 dicembre 2007

Gli italiani dimenticati

Sarà che il caso di Carlo Parlanti, di cui sono venuta a conoscenza da poche settimane, mi ha colpito parecchio o che il turbamento che ne è derivato mi ha reso più sensibile a simili casi di giustizia incerta, fatto sta che, con sconforto, ho scoperto che i casi di cittadini italiani detenuti all'estero, in condizioni non sempre dignitose, sono più di tremila. Di certo, fino a non molto tempo fa ero piuttosto ignorante in materia, ma ritengo sconcertante ciò che ho avuto modo di apprendere in questi giorni di ricerche sull'argomento.
Tremila persone: mi sembra un numero enorme. Di tutte queste persone si sa poco o niente: sono tremila cittadini italiani dimenticati da quasi tutte le nostre istituzioni e da quasi tutti i nostri politici. Sono tremila persone la cui vita è schiacciata dal silenzio che le circonda.
Un politico molto sensibile a queste tematiche è l'onorevole Marco Zacchera (AN) che conosce a fondo le problematiche che gli italiani detenuti all'estero si trovano ad affrontare giornalmente e che, col suo impegno attivo e costante, è diventato un punto di riferimento importante per queste persone e per le loro famiglie.
Spesso questi italiani implicati in vicende giudiziarie all'estero, si ritrovano privati dei loro diritti, primo fra tutti il diritto di conoscere il reato di cui si è accusati. Vivendo situazioni paradossali, finiscono con l'estinguere tutte le proprie risorse economiche, nonché quelle della famiglia, per far fronte alle spese legali. A tal proposito, l'associazione Secondo Protocollo - associazione senza scopo di lucro che si batte per la difesa dei diritti umani - sta promuovendo una raccolta di firme per garantire assistenza legale gratuita agli italiani reclusi all'estero, affinché queste persone possano vedersi garantita la possibilità di difendersi. Chi volesse può firmare la petizione on-line.

Sicuramente dei tremila italiani detenuti all'esterno non tutti saranno innocenti e non tutti si troveranno privati dei propri diritti: non è mia intenzione lasciar intendere che gli italiani detenuti all'estero sono innocenti a priori o che vicende come quelle di Carlo Parlanti siano la regola. Tuttavia bisogna ammettere che sono troppi i casi di persone detenute in un paese straniero e private di ogni diritto, torturate, fisicamente e psicologicamente, e dimenticate dal resto del mondo.
Se l'alienazione dei diritti umani è inammissibile per coloro che sono colpevoli, è ancora meno tollerabile quando questo riguarda persone chiaramente innocenti o che non sono ancora state condannate.
In molti casi queste persone vengono tenute in carcere per parecchi mesi prima che il processo che li vede imputati abbia luogo; inoltre capita di frequente che vengano trattenuti senza l'appoggio di prove concrete e verificabili.
Ho già scritto di Carlo Parlanti, ma molti sono gli esempi che possono essere presentati.
Tra questi, uno dei casi più sconcertanti è quello di Abou Elkassim Britel, cittadino italiano (nonostante il nome arabo), detenuto ingiustamente nel carcere marocchino di Äin Bourja, Casablanca. L'incubo di Kassim Britel comincia nel 2002 quando, mentre di trova in Pakistan, viene arrestato, consegnato alla Cia come presunto terrorista e portato in Marocco dove viene rinchiuso in una prigione segreta e torturato. Successivamente liberato nel 2003, dopo quattro mesi viene nuovamente arrestato
con l'accusa di far parte di un'associazione sovversiva. Senza prove certe della sua colpevolezza, viene condannato e da allora si trova in carcere, dimenticato dalle nostre istituzioni: un nome arabo e la fede musulmana sembrano sufficienti a fare di lui un terrorista. Nonostante il suo caso in Italia sia stato archiviato nel 2006 perché è risultato essere chiaramente innocente delle accuse di terrorismo e nonostante il Parlamento europeo abbia sollecitato il governo italiano a prendere misure concrete per ottenerne l'immediato rilascio, il nostro ministro della Giustizia Clemente Mastella e gli organi istituzionali competenti non appoggiano la richiesta avanzata da alcuni nostri parlamentari di instaurare delle trattative col Marocco per riportare Kassim in Italia.
Dal 16 Novembre scorso Kassim Britel ha iniziato uno sciopero della fame: una chiara richiesta di aiuto e di giustizia.
Un altro caso assurdo è quello che vede coinvolti due giovani italiani Angelo Falcone e Simone Nobili arrestati
nel marzo del 2007 a Mandi, città dell'Himachal Pradesh, Stato a nord dell'India. Si trovano in carcere accusati di detenzione e traffico di stupefacenti, ma continuano a professarsi innocenti. Angelo e Simone si trovavano in vacanza in India e durante la notte tra il 10 e l'11 marzo la polizia ha fatto irruzione nell'abitazione di un cittadino indiano presso cui alloggiavano arrestando tutti coloro che si trovavano lì in quel momento. A seguito della perquisizione effettuata della polizia nell'abitazione sarebbero stati trovati 18 chilogrammi di droga, di cui tuttavia non si hanno prove certe. La vicenda sembra piuttosto ambigua e la colpevolezza dei due italiani sembra piuttosto improbabile. Al momento dell'arresto, tra l'altro, ad Angelo e Simone è stato impedito di contattare subito l'ambasciata italiana: hanno potuto farlo solo dopo essere stati costretti a firmare dei documenti in indi, di cui non conoscevano il contenuto poiché nessun interprete era presente; documenti che si sono poi rilevati essere una confessione nella quale essi dichiaravamo di essere stati fermati dalla polizia mentre erano diretti in taxi all'aeroporto di Delhi e che avevano con loro 18 chilogrammi di droga. Inutili le richieste dei familiari affinché lo stato italiano intervenga in aiuto dei due giovani. Questa che segue è l'intervista al padre di Angelo, Giovanni Falcone, andata in onda su Rai Uno:



Un caso simile, ma con risvolti peggiori e davvero assurdi riguarda un cittadino britannico, Patrick Malluzzo, detenuto anch'egli in India con l'accusa di possesso di stupefacenti: un altro caso che ci aiuta a capire come in India storie del genere siano piuttosto frequenti. Arrestato nel 2004 all'aeroporto di Mumbai, le accuse a carico di Patrick sono fondate sul fatto che una valigia contenente dei vestiti e una fotocopia del suo passaporto (valigia che Patrick Malluzzo aveva affidato ad un amico che era con lui in India) è stata ritrovata dalla polizia ferroviaria su un treno accanto ad un'altra borsa contente un grosso quantitativo di droga. Condannato a 10 anni di detenzione, Patrick Malluzzo è stato torturato psicologicamente e fisicamente; è stato costretto a firmare numerose confessioni e spesso ha dovuto firmare dei fogli completamenti bianchi. Appare chiaro come in simili condizioni i diritti fondamentali siano lontani dall'essere garantiti.
Tornando a casi italiani, uno sguardo alla vicina Spagna: mi riferisco ai casi di Simone Righi (è di ieri pomeriggio la notizia che è stato rilasciato, ma è tuttavia in attesa di giudizio) arrestato nel corso di una manifestazione animalista e di Angelo C. arrestato perché l'amico con cui era in vacanza è stato trovato in possesso di stupefacenti durante un controllo di polizia.
Molti altri sono i casi che si possono citare, tutti casi nei quali le istituzioni italiane fanno ben poco; una selezione è stata necessaria: ho parlato dei casi che più di altri mi hanno colpito. La speranza è che l'Italia possa finalmente interessarsi anche di loro, ma temo verrà disattesa.

Qualche approfondimento:

Marco Zacchera: Mister Carlo Parlanti, italian 140558

Abou Elkassim Britel

Carta - articolo su Abou Elkassim Britel

Blog: Giovanni Falcone per Angelo e Simone

Articolo di Liberazione del 17/05/2007 riportato sul blog di Giovanni Falcone

La storia di Patrick Malluzzo su Fair Trials International

Annuncio scarcerazione di Simone Righi

Blog: Giustizia per Angelo C.

Per chi vuole, può ascoltare la conferenza stampa sui detenuti italiani  all'estero promossa dall'On. Zacchera:


 
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