
Per fortuna anche quest'anno sono uscita indenne dalla festa di Halloween ed oggi posso gioire del fatto che finalmente è passata! Negli scorsi giorni non si faceva altro che parlarne e i media ci hanno tempestato con le banalità di rito in queste circostanze: tutto ciò, come al solito, ha rappresentato un'ottima campagna pubblicitaria per tutti coloro che fanno delle feste un business e che colgono ogni buona occasione per rendere indispensabile alla gente ciò che indispensabile non è.
Halloween in Italia è solo una festa modaiola importata per sfruttare ancora di più la smania consumistica che, in modo più o meno forte, è pronta ad impossessarsi di ognuno di noi.
Penso che Halloween abbia senso in America ed in Canada, dove fa parte di una tradizione consolidata, ma che qui da noi una tale festività non abbia alcuna ragione d'esistere. Soprattutto non vedo quale sia la necessità di una festa del genere: se vogliamo travestirci e trasgredire alle regole abbiamo già il Carnevale!
Intanto però l'operazione di marketing a cui siamo stati sottoposti ha avuto successo e mi rendo conto che sono tra le poche persone che abbia tanto in antipatia Halloween. Penso di poter affermare, senza rischiare di essere tacciata come esagerata, che è ormai diventata una vera e propria mania: zucche, streghe, gatti neri... Ne erano pieni i negozi, ne parlavano i giornali...
Personalmente l'unico gatto nero che mi interessa è Nerone, uno dei miei tre gatti; di streghe, dolcetti o scherzetti non so che farmene!
Per chiarirmi: non sono contro Halloween in sé stessa, ma sono contro l'importazione di questa festa qui in Italia, perché non ha nulla a che spartire con le nostre tradizioni.
Non sono una persona che solitamente ama definirsi "tradizionalista"; anzi sono da sempre aperta alle innovazioni e ai cambiamenti che apportano miglioramenti. Tuttavia non posso trattenermi dal chiedere: qual è l'utilità di Halloween? A cosa ci serve?
Già, perché io vorrei tanto sapere a che serve importare una festa quando ce n'è già una che ha delle radici molto profonde nella nostra storia. Parlo naturalmente della Festa dei Morti, una festa che è sempre stata molto sentita in Sicilia, ma che esiste da sempre anche in altre regioni italiane.
La Festa dei Morti, per chi non lo sapesse, viene festeggiata il 2 Novembre di ogni anno ed è un modo per ricordare i propri cari defunti con un tono gioioso, allontanando così per un giorno la tristezza che di solito accompagna i pensieri che vanno al loro ricordo.
La Festa dei Morti è soprattutto una festa dedicata ai bambini: infatti tra la notte dell'uno e la mattina del due Novembre i defunti portano in dono ai bambini dolci, giocattoli o qualche oggetto utile (come vestiti o scarpe); oppure, nel caso in cui i bambini non si siano comportati bene durante l'anno, possono lasciare in regalo del carbone. I doni vengono di solito nascosti dai parenti defunti in qualche angolo della casa o, a seconda delle diverse usanze, ai piedi del letto.
La Festa dei Morti è accompagnata inoltre da dei dolci che si mangiano solo in questo periodo dell'anno: tra questi i più caratteristici sono le cosiddette "Ossa dei morti", una denominazione usata un po' ovunque in Italia per indicare dei dolci che però si differenziano a seconda del territorio in cui nascono. Un dolce che in Sicilia è portato in regalo ai bambini dai Morti è la "Frutta Martorana" (dolce che tuttavia non è tipico solo di questa festività).
Ricordo ancora con emozione i giorni della mia infanzia quando questa festa - che, da bambina, mi affascinava e m'inquietava allo stesso tempo - era ancora molto sentita. Erano giorni magici che stimolavano la mia fantasia infantile: cercavo di immaginare come potessero essere questi "Morti" che io non avevo mai conosciuto da vivi, ma che ciononostante mi volevano così bene da lasciarmi ogni anno un regalo ai piedi del letto. Spesso chiedevo incredula ai miei genitori come facessero ad entrare in casa senza che noi li potessimo sentire o vedere e naturalmente trascorrevo parecchio del mio tempo a fantasticare cercando di escogitare il modo per poterli incontrare.
Certo, poi la stagione dell'infanzia si conclude: si cresce e si scopre, come per Babbo Natale, che i "Morti" non vengono di persona a lasciarti i regalini, ma che lo fanno i tuoi genitori. E se da adulti si guarda a questa festa con disincanto, vivendola solo come un'occasione per ricordare le persone care che non abbiamo più accanto, resta comunque il ricordo di quel periodo misterioso e magico al quale sono felice di non aver dovuto rinunciare.
Ecco qualche link di approfondimento sulla Festa dei Morti in Sicilia:
Ossa dei morti
Frutta martorana
La festa dei morti in Sicilia
Novella di Giovanni Verga