Un caloroso benvenuto a tutti coloro che per caso si sono imbattuti in questo blog appena nato.
Sono settimane ormai che valuto l'idea di scrivere un blog. Ho trascorso parecchio tempo a riflettere sul perché avrei dovuto cimentarmi con questo tipo di scrittura o sul come avrei dovuto farlo.
Tutte domande inutili e senza senso: non devo scrivere un blog, ma posso scegliere di farlo (e, dato che sono qui, ho effettuato la mia scelta); il come fare non ha senso chiederselo poiché l'immediatezza, la spontaneità e la mancanza di una progettualità a lungo termine sono caratteristiche insite nell'idea stessa di un blog .
Non so ancora con che frequenza aggiornerò queste pagine, spero di farlo spesso perché ciò significherebbe avere molte cose da dire...
Insomma, per dirla in maniera piuttosto banale, ma concisa: chi vivrà vedrà!
Innanzitutto mi sembra necessario parlare un po' del nome che ho scelto: nuvole apatiche. È un accostamento che può essere letto, secondo me, in due modi antitetici: seguendo la forma dell'ossimoro oppure quella della similitudine. Proprio questa duplice possibilità di lettura mi ha convinto del fatto che fosse un titolo efficace per l'idea di blog che avevo in mente.
Esaminiamo l'ossimoro di questo accostamento: le nuvole sempre cangianti ed in continuo movimento sono, a mio avviso, il simbolo della dinamicità; al contrario l'apatia è l'emblema dell'immobilità irrimediata ed irrimediabile. L'apatia che caratterizza le nuvole sembra dunque entrare in conflitto con la loro natura. Sembra, appunto: perché, e qui passiamo alla similitudine, l'apatia è mancanza di volontà di azione, indifferenza per ciò che accade e soprattutto mancanza di sentimenti; le nuvole, in quanto inanimate, si lasciano trasportare dal soffio incessante dei venti ignorando ciò che accade al di sopra e al di sotto di loro ma, soprattutto, rimangono libere da ogni genere di passione.
Ecco così due interpretazioni discordanti, ma allo stesso modo possibili. La possibilità implica la scelta: scegliete voi l'interpretazione che preferite.
Ciò che mi preme è sottolineare come non esistano verità assolute e difatti, seguendo questa idea, questo non sarà certo il luogo adatto per chi è alla ricerca di risposte o di certezze. Qui troverete sicuramente, tra contraddizioni e ripetizioni, delle riflessioni slegate e delle possibili interpretazioni.
Cercherò soprattutto di seguire il filo dei miei pensieri, come spesso mi accade di fare nella mia quotidianità quando dialogo con gli altri, ma anche con me stessa. Ci saranno i giorni in cui sarò come indifferente a tutto ciò che mi circonda e finirò per scrivere di cose un po' lontane dalla realtà; e ci saranno anche i giorni in cui la vita reale entrerà rumorosamente in scena, travolgendo tutto e tutti. Infine, ci saranno i silenzi, a volte interminabili e a volte brevi: perché il silenzio è necessario alla riflessione e sono convinta che, in una società frenetica come la nostra, riflettere sia diventato necessario, specialmente se si tratta ormai di un'attività desueta, quasi dimenticata.
Il pensiero è ciò che ci allontana dall'inutilità ed io voglio sentirmi utile. Spero di riuscirci!
Naturalmente commenti, critiche (anche negative) e punti di vista differenti sono e saranno sempre bene accolti: il dialogo ed il confronto ci arricchiscono sempre, quindi spero siate numerosi!